Rosa Bianco
La presentazione della collana scientifica “Studi e ricerche nelle scienze umane – Logos, paideia e aretè”, svoltasi presso il Circolo della Stampa di Avellino lo scorsp 8 maggio, non si configura semplicemente come un evento editoriale, ma come un gesto culturale di rilievo sistemico: la riattivazione di uno spazio pubblico del sapere in un territorio che, sempre più, si propone come laboratorio critico di ricerca e formazione.
In questa cornice, la direzione scientifica della prof.ssa Giulia Perfetto segna l’avvio di un progetto editoriale che ambisce a coniugare rigore accademico, apertura interdisciplinare e radicamento territoriale.
Una collana come dispositivo epistemologico e civile
La collana, promossa dalle Edizioni Delta 3, si configura come un vero e proprio dispositivo epistemologico: non semplice contenitore di saggi, ma spazio di elaborazione critica delle scienze umane nella loro declinazione contemporanea.
Il sottotitolo “Logos, paideia e aretè” richiama un lessico fondativo della tradizione filosofica occidentale, reinterpretato qui come orizzonte dinamico: la razionalità del logos, la formazione integrale della paideia e la dimensione etico-agonistica dell’aretè si ricompongono in un progetto che restituisce centralità alla funzione pubblica della conoscenza.
All’interno della collana confluirà anche la miscellanea “Formazione e Società – Prospettive Multidisciplinari”, che si propone come luogo di convergenza tra pedagogia, psicologia, sociologia, antropologia e studi culturali.
La dimensione dialogica della ricerca: una comunità di saperi
Elemento strutturale dell’incontro è stato il carattere dialogico e polifonico degli interventi, che hanno restituito la complessità del progetto.
La moderazione dell’avv. Rosaria Vietri ha introdotto la cornice scientifica dell’iniziativa, sottolineando l’obiettivo di costruire una rete di ricerca capace di superare frammentazioni disciplinari e territoriali.
L’intervento della direttrice Giulia Perfetto ha poi articolato il senso profondo della collana come progetto culturale integrato, in cui la pubblicazione scientifica non è atto isolato, ma nodo di una più ampia infrastruttura conoscitiva, evidenziando la necessità di una visione concreta e condivisa, capace di trasformare le potenzialità del territorio in progettualità culturali di ampio respiro.
L’intervento dell’editore Silvio Sallicandro : il valore del libro e del territorio
Ha preso, poi, la parola l’editore Silvio Sallicandro, che ha sottolineato l’importanza del libro cartaceo, come strumento ancora centrale nella diffusione della cultura e nella costruzione di comunità di pensiero.
Sallicandro ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di valorizzare il patrimonio archeologico dell’Irpinia, evidenziando come editoria, ricerca e territorio debbano procedere in una prospettiva comune di crescita culturale.
Neurodiversità, scuola e archeologia: il sapere come sistema relazionale
Di particolare rilievo il contributo del sociologo Simone Picariello intervenuto sul tema della neurodiversità, che ha riportato l’attenzione sulla necessità di ripensare le categorie educative e sociali alla luce delle trasformazioni contemporanee dei processi cognitivi.
Il professor Todisco ha invece insistito sul ruolo della scuola e degli studenti come fulcro di una società della conoscenza realmente inclusiva, in cui la formazione non sia mera trasmissione ma costruzione condivisa di senso.
Accanto a tali riflessioni, i contributi di Chiumiento e Casarano hanno riportato al centro il patrimonio archeologico di Abellinum, sottolineando come la valorizzazione dei beni culturali costituisca un asse strategico della formazione territoriale.
Comunicazione, territorio e nuove reti culturali
Un ulteriore snodo teorico è stato introdotto dal giornalista Stefano Pignataro , che ha affrontato il tema della comunicazione culturale come infrastruttura necessaria per la diffusione del sapere scientifico.
Il suo intervento ha evidenziato come la circolazione delle conoscenze non possa prescindere da una strategia comunicativa integrata, capace di connettere accademia, editoria e comunità territoriale.
Un modello di sviluppo culturale per l’Irpinia contemporanea
Nel complesso, l’iniziativa si configura come un modello avanzato di produzione culturale territoriale: un sistema in cui le Università che hanno aderito quali quella di Salerno, di Bari ed ECampus, editoria, ricerca e società civile non operano come ambiti separati, ma come parti interconnesse di un’unica ecologia del sapere.
In tale prospettiva, la collaborazione tra Università degli Studi di Salerno e il tessuto culturale irpino rappresenta non solo un’opportunità accademica, ma una vera e propria strategia di sviluppo culturale.
Verso una nuova paideia mediterranea
La presentazione della collana diretta da Giulia Perfetto si impone dunque come un evento paradigmatico: non semplice pubblicazione editoriale, ma atto di rifondazione simbolica del rapporto tra sapere e territorio.
In un’epoca segnata da frammentazione cognitiva e iper-specializzazione, il richiamo a logos, paideia e aretè assume il valore di una proposta culturale complessiva: la costruzione di una nuova paideia mediterranea, capace di restituire alla conoscenza il suo statuto originario di pratica pubblica, condivisa e trasformativa.



