“Prata Jazz nasce dalla passione di un gruppo di giovani per le sonorità jazz, dall’impegno instancabile della pro loco, dalla forte tradizione musicale del centro di Prata. Da allora la rassegna, alla sua ventesima edizione, promossa dalla pro loco, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di ritmi jazz”. E’ Giampaolo Lepore, direttore artistico di Prata Jazz, in programma il 12 settembre a Palazzo Baronale, a sottolineare come “La rassegna, malgrado qualche piccola pausa, è diventata un fiore all’occhiello dell’estate irpina, capace di portare sul palco negli anni artisti di prestigio come Antonio Onorato, Marco Zurzolo, Dario Deidda, Joe Amoruso, Tommaso Scannapieco. Quest’anno ad esibirsi sarà l’Arrmanda Desideri 5et, nel segno del latin jazz. Una formazione d’eccezione in una cornice suggestiva come Palazzo Baronale, nel cuore del centro storico. In questo modo la rassegna diventa anche l’occasione per andare alla riscoperta della memoria di Prata. Un viaggio nel segno di musica, territorio ed enogastronomia con la partecipazione delle Cantine Di Marzo. Siamo partiti dalla volontà di rilanciare la manifestazione perché diventi un appuntamento fisso dell’estate irpina, uno spazio di aggregazione e condivisione per tutta la comunità di Prata ma anche per un pubblico di fuori provincia”.
A prendere forma con l’Armanda Desidery 5et sarà un viaggio musicale, tra Latin Jazz, atmosfere caraibiche, ritmi coinvolgenti e raffinate contaminazioni. Sul palco, insieme alla pianista e compositrice napoletana, ci saranno Francesco Somma al sax tenore, Lello Somma al basso, Domenico De Marco alla batteria e Gerardo Palumbo alle percussioni. Un ensemble costruito per esaltare il dialogo tra pianoforte, fiati, sezione ritmica e percussioni, restituendo al pubblico un sound energico e profondamente legato alla tradizione latin jazz.
Pianista, compositrice e arrangiatrice, Armanda Desidery è una delle interpreti più originali della scena jazz partenopea. Diplomata al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, ha costruito negli anni un percorso caratterizzato dall’incontro tra jazz, musica latina, suggestioni mediterranee e ricerca compositiva.
La sua formazione musicale affonda le radici anche nell’eredità del padre, il maestro Giovanni Desidery, mentre la sua carriera l’ha portata a collaborare con artisti e realtà di primo piano, tra cui Roberto De Simone, Daniele Sepe, Vincenzo Salemme ed Eduardo De Crescenzo. Importanti anche le esperienze con il percussionista newyorkese Ray Mantilla, con Ernestico e con l’orchestra colombiana Guayacan, che hanno contribuito a consolidare il rapporto dell’artista con la musica latinoamericana.
Le sue sonorità si muovono infatti con naturalezza tra jazz e ritmi afro-cubani, con una particolare attenzione alla dimensione ritmica e alla libertà dell’improvvisazione. Un percorso che trova una significativa espressione anche nel suo più recente lavoro discografico, “Incanti e disincanti”, pubblicato nel 2025. L’album, il terzo da solista dopo Blackmamba e La stanza dei colori, raccoglie undici composizioni originali e sviluppa un linguaggio musicale ancora più maturo e articolato, intrecciando jazz, Latin Jazz e suggestioni provenienti da differenti mondi sonori.

