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L’abbraccio della Rete a Emma Bonino, dall’omaggio di Gambardella al grazie di uomini e donne comuni: ha combattuto per un paese più giusto e civile

“Sto leggendo e sentendo tante parole, generalmente belle e appropriate, su Emma Bonino e sul suo straordinario contributo all’Italia e all’Europa. Non sono un tipo che si commuove facilmente, ma oggi è davvero difficile sottrarsi alla tempesta emotiva”
E’ la Rete a raccontare la forza straordinaria di una figura come quella di Emma Bonino, la leader radicale, scomparsa oggi all’età di 78 anni.  Il suo coraggio, la sua determinazione hanno saputo conquistare uomini e donne che hanno condiviso le sue idee e le sue battaglie ma anche cittadini comuni, lontani anni luce dalle sue scelte politiche ma che hanno visto in lei un esempio, la conferma di un’idea di politica attenta a valori, ideali e diritti. Più Europa l’ha definita “una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”. A ribadirlo Bruno Gambardella, esponente di “PiùEuropa”: “Sto leggendo e sentendo tante parole, generalmente belle e appropriate, su Emma Bonino e sul suo straordinario contributo all’Italia e all’Europa. Non sono un tipo che si commuove facilmente, ma oggi è davvero difficile sottrarsi alla tempesta emotiva. Preferisco ricordarla ora in un momento che rimarrà per sempre nel mio cuore. A Bologna, credo sette anni fa, a cena dopo una convention, Emma si avvicinò, e dopo una lunga e argomentata “cazziata”, mi disse che dovevo mettermi in testa di dimagrire perché il fatto che io stessi bene era importante per me, per la mia famiglia, ma anche “per tutti noi”. Ci ho messo un po’, Emma, a mantenere la promessa. Avevamo concordato due foto: quella del prima e quella del dopo, ma la seconda non siamo riusciti a farla”.
“Emma Bonino – scrive Nancy Palladino – ha combattuto per il divorzio, per l’aborto, per la libertà delle donne e per i diritti civili. Battaglie che hanno cambiato l’Italia e che oggi, incredibilmente, tornano a essere messe in discussione. Ed è proprio per questo che la sua lezione resta così attuale: nessun diritto è conquistato per sempre.
I diritti si difendono”.
“Gli anni settanta nel nostro Paese – sottolinea  Roberto Montefusco di Sinistra Italiana – sono stati anche questo: la storia di una ragazza di provincia che scelse di fare del suo aborto clandestino uno “strumento” di lotta e una testimonianza pubblica, affinché si chiudesse per sempre quella pagina. Per le donne italiane, per la loro dignità e i loro diritti. Per un Paese più giusto e civile. Buon viaggio e grazie, Emma Bonino”
“Sopravviverà per sempre – scrive Mara Lo Russo, docente al liceo Mancini – una politica vera e appassionata, di come raramente se ne trovano oggi, il cui impegno si è espresso fin da giovane con la battaglia per la legalizzazione dell’aborto. Spesso in prima linea nelle manifestazioni per i diritti civili, Bonino diventa presto simbolo del progresso sociale in un’epoca di profonda trasformazione. Oltre ad aver ricoperto importanti cariche nel Partito Radicale e al Parlamento Europeo, è stata membro del comitato esecutivo dell’International Crisis Group, ideatrice e promotrice della Corte penale internazionale, delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte, nonché tra le principali promotrici della campagna internazionale per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili.

Un esempio fra gli altri della sua determinazione coincide con il 26 gennaio 1995: soltanto quarantotto ore dopo il suo insediamento al Parlamento Europeo, Emma Bonino parte per Sarajevo e Mostar, diventando il primo membro della Commissione europea a mettere piede in Bosnia ed Erzegovina dall’inizio della guerra, con la volontà di denunciare l’impotenza dell’Europa e il disinteresse dell’ONU dinanzi al protrarsi del conflitto e all’allargarsi della “pulizia etnica”. Una vita fa, un modo di concepire la politica ormai così lontano rispetto alla pochezza, alle oscenità, alle omissioni e alle complicità di questi nostri tristi tempi”.

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