Nel 2025 continua a crescere l’occupazione in Italia, ma a ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti. Secondo la Svimez, gli occupati sono saliti di 185mila unità rispetto al 2024 (+0,8%), raggiungendo quota 24 milioni e 117mila. L’aumento riguarda però esclusivamente gli over 50 (+4,2%), mentre diminuisce tra gli under 35 (-2%) e nella fascia 35-49 anni (-1,3%).
Per il quinto anno consecutivo il Mezzogiorno registra una crescita occupazionale superiore a quella del Centro-Nord (+1,4% contro +0,6%), con Calabria (+3,8%) e Campania (+2,6%) tra le regioni più dinamiche, mentre nel Centro-Nord le performance migliori si osservano in Liguria (+2,7%) ed Emilia-Romagna (+2,0%). Particolarmente sostenuta, evidenzia Svimez, nel Mezzogiorno la crescita dell’occupazione femminile (+1,9%), quasi doppia rispetto a quella maschile (+1,0%): “Dato, quest’ultimo, che non può che valutarsi positivamente visto il cronico sottodimensionamento dell’occupazione femminile al Sud”.
Dal punto di vista della qualità del lavoro, Svimez, evidenzia che aumentano i contratti a tempo indeterminato e il lavoro a tempo pieno, mentre diminuiscono i rapporti a termine e il part-time involontario. Tuttavia, avverte, “la stabilizzazione resta difficile” per i giovani e per chi entra nel mercato del lavoro.
Cresce inoltre il lavoro a tempo pieno (+1,9% nel Centro-Nord e +3,8% nel Mezzogiorno) e si riduce il part-time (-5,6% al Centro-Norde -11,2% nel Mezzogiorno), in particolare nella componente involontaria (-5,5% e -13,4% rispettivamente). Nel Mezzogiorno, il tempo pieno aumenta in tutte le regioni, con incrementi più marcati in Campania, Puglia e Sicilia, mentre il part-time diminuisce ovunque, ad eccezione della Calabria.


