Rosa Bianco
Nel calendario culturale dell’Associazione Musicale Igor Stravinsky, il ciclo “Innamorati della Musica – The per Te…”, con la sapiente direzione artistica del Maestro Nadia Testa, in programma tra febbraio e giugno 2026, ha rappresentato uno dei percorsi più raffinati dedicati alla musica da camera e al dialogo tra le arti. La rassegna ha trovato casa nella Sala delle Arti di Via Provinciale 89 a Manocalzati (AV), luogo ormai riconosciuto come punto di riferimento per la vita musicale del territorio.
Tra gli appuntamenti più significativi si è collocato quello di ieri po’ pomeriggio , intitolato “Kls ViciTeic… Stagioni del ’900”, un incontro che ha intrecciato musica, storia dell’arte e divulgazione culturale.
All’interno del format “The per te con le Donne nell’Arte”, in qualità di insegnante e di giornalista ho guidato il pubblico in un percorso dedicato a due protagoniste assolute della pittura internazionale: Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo.
La prima, protagonista del Seicento italiano, ha incarnato la forza di una coscienza artistica capace di trasformare il dolore in luce pittorica; la seconda, con la sua pittura radicale e autobiografica, ha trasformato il corpo e la sofferenza in un linguaggio universale. Attraverso il racconto di Rosa Bianco, queste due donne hanno smesso di essere semplici nomi della storia dell’arte: sono diventate simboli di una libertà creativa che ha attraversato i secoli.
In questo orizzonte di riflessione, la musica ha assunto il ruolo di una vera e propria filosofia sonora. Il concerto è stato affidato a tre interpreti di raffinata sensibilità: Giambattista Ciliberti al clarinetto, Flavio Maddonni al violino e Piero Rotolo al pianoforte. Il trio ha proposto un programma interamente dedicato al repertorio del Novecento, capace di mettere in dialogo tradizioni culturali e linguaggi musicali differenti.
Il concerto si è aperto con Francis Poulenc (Parigi, 1899 – 1963) e la sua “L’Invitation au Château op. 138”, musica di scena che riflette l’eleganza e la vivacità della cultura musicale francese della prima metà del XX secolo.
A seguire, Nicola Scardicchio (Bari, 1954) con “Rotiana quarta, Fantasia su temi di Nino Rota” (1989) ha offerto una rilettura brillante e immaginativa delle melodie del celebre compositore italiano, trasformandole in una pagina cameristica ricca di suggestioni.
Il concerto si è concluso con Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921 – Buenos Aires, 1992) e le celebri “Estaciones Porteñas” (1965–1970), presentate nella versione cameristica di Marco Grasso: Primavera Porteña, Verano Porteño, Otoño Porteño e Invierno Porteño. In queste pagine il tango nuevo di Piazzolla si è rivelato nella sua dimensione più elegante e colta, capace di unire energia ritmica e raffinatezza cameristica.
Ieri pomeriggio la musica non è stata soltanto esecuzione. È diventata una forma di pensiero. Il Novecento, con le sue fratture e le sue invenzioni, è apparso come un grande laboratorio spirituale nel quale arte, storia e identità hanno cercato nuove definizioni.
Forse è proprio questo il senso più profondo di iniziative come “Innamorati della Musica – The per Te…”: ricordarci che l’arte non è un ornamento della vita, ma una delle sue forme più alte di conoscenza.
E così, tra le parole dedicate ad Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo, tra le armonie di Poulenc, Scardicchio e Piazzolla, il pubblico ha compreso qualcosa di essenziale: che la musica, come la pittura, non ha semplicemente raccontato il tempo — lo ha illuminato.
L’appuntamento dell’8 marzo ha, così, confermato la vocazione dell’Associazione Musicale Igor Stravinsky a costruire programmi che mettono in relazione musica, arte e divulgazione culturale, offrendo al pubblico occasioni di ascolto e di approfondimento in un contesto di grande qualità artistica.
Rosa Bianco
9 marzo 2026



