“15-16-17-18. Non sto contando, ma questi sono numeri che contano: indicano l’età degli studenti del Liceo Classico Colletta che vedrete stasera sul palco”. E’ il professore Leonardo Festa a introdurre “Le supplici” di Eschilo, portato scena ieri sera dagli studenti del liceo Colletta, con la regia della prof.ssa Rossella Farese. La cornice è quella di piazza Amendola, come a ristabilire un legame tra il monumento della Dogana e le nuove generazioni. Quasi a indicare una strada, fare sì che i giovani si riapproprino della città.
“Da quando sono nati – spiega Leonardo Festa – questo spazio ha sempre avuto lo stesso cartello: cantieri in corso. Con loro in questi giorni di prove, questa piazza si è trasformata in un cantiere di creatività, arte, bellezza. È questo il pensiero che mi ha confessato un commerciante della zona, che come tanti curiosi si è fermato in questi giorni ad assistere alle prove (che oggi sono iniziate addirittura alle sette del mattino).
Il cuore antico della città torna a pulsare anche grazie a momenti del genere. Una magia: l’arte amplifica la bellezza di un luogo, un luogo amplifica la bellezza dell’arte. Questa osmosi, frutto del dialogo tra una agenzia di formazione e il nostro comune, crea comunità e legame con il territorio.
Ringraziamo per questo il Sindaco Nello Pizza e l’Assessore alla Cultura Luca Cipriano per aver reso possibile tutto questo e per averci dato ciò che per i giovani conta più di tutto: la fiducia.
Andiamo oltre la retorica dei giovani fannulloni, disinteressati, da intrattenere nel paese dei balocchi. La cultura può abbracciare il divertimento. Il bisogno di cultura c’è, va solo intercettato e ben guidato”.
Si sofferma sulla scelta del testo “che non poteva che ricadere su una tragedia greca. Nulla di più attuale, osserverà qualcuno. In realtà condividiamo con Carlo Levi una semplice idea: il futuro ha un cuore antico.
Facciamo nostre le parole di Marguerite Yourcenar che in “Memorie di Adriano” scrive: “Ho amato il greco perché quasi tutto quel che gli uomini han detto di meglio è stato detto in greco”.
E poi, è la regista Rossella Farese, a sottolineare che le Supplici “sono un tesoro di messaggi universali: l’autodeterminazione femminile, la condizione dei migranti, il ripudio della guerra, il valore della democrazia.” Uno spettacolo che è insieme teatro, cultura e riflessione civile. I grandi testi della classicità possano ancora aiutarci a comprendere il nostro tempo”. Uno spettacolo, frutto di un laboratorio fiore all’occhiello dell’istituto diretto da Lucia Ranieri, che pone l’accento sul valore della libertà femminile e non può non essere dedicato a Lorena, uccisa dal suo ex fidanzato e a tutte le donne vittime di violenza.
Protagoniste della tragedia le figlie di Danao, re d’Egitto, che fuggono con il padre per sottrarsi alle nozze coi cugini, gli Egizi, e raggiungono Argo, dove chiedendo protezione presso il re Pelasgo che rimetterà la decisione all’assemblea popolare
Ad intervenire sul palco anche l’assessore alla cultura Luca Cipriano e il sindaco Nello Pizza che sottolineano l’orgoglio di aver portato nella piazza di Avellino il frutto di uno dei laboratori di teatro realizzati dalle scuole, perchè i giovani possano essere sempre più protagonisti della città. Uno spettacolo che chiude il cartellone estivo con un bilancio, spiega Cipriano, certamente positivo e un vero sold out per quasi tutte le serate a conferma di scelte sempre apprezzate dal pubblico, a partire dalla felice intuizione della cornice della Dogana.
Il resto lo fanno gli attori, Andrea Coppola nel ruolo di Pelasgo, Antonio Pormile in quello di Danao e Gabriele Carullo nel ruolo dell’Araldo Egizio. A guidare il coro delle Supplici le corifee Lara De Venezia, Fiorella Guarino, Giordana Oliva, Antonella Renzullo, Annachiara Iovino e Melissa Spagnuolo. Un allestimento impreziosito dalla consulenza musicale di Domenico Giordano e Pasquale Bruno, a sostegno di un progetto teatrale che unisce parola, interpretazione e musica.


