L’aggressione criminale ai mari e alle coste campane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale. La Campania si conferma maglia nera a livello nazionale per i numeri complessivi per reati di illegalità sulle coste: nel 2025 sono stati 4002 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto e 4744 illeciti amministrativi per un totale di 8746 violazioni. Una media di circa 30 illeciti al giorno lungo le coste del nostro Paese. Sono state 4087 le persone denunciate, 35 quelle arrestate e 1094 I sequestri.
È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report “Mare Monstrum” di Legambiente, elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica (SA), Angelo Vassallo. Anniversario che sarà ricordato sabato prossimo, 5 settembre in un evento pubblico ad Acciaroli, promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente, nel corso delle quali verrà assegnato il Premio Angelo Vassallo, riconoscimento annuale per le amministrazioni locali più impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità, a cui parteciperanno tra gli altri il Sindaco del comune cilentano Stefano Pisani, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato.
Il ciclo illegale del cemento. Dall’abusivismo edilizio alle occupazioni illecite del demanio marittimo fino alle cave fuorilegge, la Campania è in testa alla classifica del mare violato nell’ambito della filiera del cemento illegale con 1.166 reati accertati (il 18,8% del totale nazionale). Sono 2129 le sanzioni amministrative per un valore complessivo dei sequestri e delle sanzioni che superano i 13milioni di euro. Sono ben 1386 le persone denunciate e 197 I sequestri.
“Nel sedicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo – dichiara Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – – nel ricordare il coraggio nel contrasto a speculazioni e illegalità, portiamo all’attenzione dati e storie che raccontano l’assedio, soprattutto di cemento alle nostre coste. In difesa del mare non arretriamo di un passo, anzi continueremo a rafforzare il lavoro di monitoraggio, volontariato ambientale e denuncia portato avanti con vertenze e campagne di sensibilizzazione. Davanti ai tanti illeciti che colpiscono le nostre coste e i nostri mari – ribadiamo l’esigenza di rafforzare il ruolo e le attività di competenza di tutte le istituzioni coinvolte, dai singoli Comuni, alle Regione a alle ARPA. Bisogna potenziare l’attività di demolizione degli immobili abusivi, e non prevedere nuovi condoni, ammodernare e completare il sistema di fognature e depuratori, potenziare l’economia circolare e prevedere sanzioni più severe per la pesca illegale.
Violazioni del Codice di navigazione e nautica da diporto: nel 2025 il valore complessivo delle sanzioni amministrative irrogate ha raggiunto 71.281euro. Il numero complessivo delle violazioni accertate raggiunge quota 2584 (1750 illeciti amministrativi e 834reati).
Le proposte: 1) Ripristinare l’efficacia dell’art.10-bis della legge 120/2020, affidando ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti dai Comuni. 2) Prevedere il finanziamento con 100 milioni di euro l’anno del Fondo di rotazione istituito presso la Cassa depositi e prestiti a favore dei Comuni che demoliscono abusi edilizi e destinare 50 milioni l’anno a procure Generali e Prefetture per l’esecuzione delle sentenze di condanna. 3) Rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo per ripristinare la legalità, tutelare l’ambiente e garantirne la fruizione pubblica. 4) Prevedere sanzioni penali per dirigenti comunali che non applicano le norme contro l’abusivismo edilizio e per i funzionari delle aziende erogatrici che stipulano contratti illegittimi con proprietari di immobili abusivi. 5) Rilanciare, a livello locale e nazionale, la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti. 6) Aumentare la circolarità delle acque reflue e dei fanghi di depurazione, puntando su riuso (non è stato ancora emanato il DPR su questo tema), recupero di materia ed energia, e aggiornando la normativa con regole chiare “end of waste”. 7) La piena attuazione alla Direttiva UE 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi e introdurre divieti stringenti per lo scarico in mare, come zone speciali di divieto anche oltre le 12 miglia dalla costa. 8) Promuovere politiche attive e misure per la prevenzione nella produzione e per la lotta all’abbandono e la dispersione dei rifiuti. 9) Potenziare i controlli delle Agenzie regionali e provinciali protezione ambientale attraverso il Sistema Nazionale SNPA, rendendo operativa la legge 132/2016 con l’approvazione dei decreti attuativi mancanti. 10) L’adozione, da parte del Governo e del Parlamento, di adeguati interventi normativi con sanzioni efficaci contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata.


