“La legge elettorale attuale al 90% non consente di avere una maggioranza per governare”. Per questo la sua riforma “è una priorità non per la Meloni ma per il Paese”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ospite di SkyTg24. “Al centrosinistra che pensa di poter vincere le elezioni, chiedo se vogliono avere una maggioranza che gli consenta di governare: si può discutere di proporzionale, premi grandi o piccoli, ma vogliamo affermare che la stabilità è un elemento fondamentale?”.
Quanto ai tempi, “gennaio-febbraio potrebbero essere i mesi per iniziare a discuterne in Parlamento. Non abbiamo ancora un testo scritto, ma abbiamo il principio che ci ispira: un sistema con delle coalizioni che hanno un leader e che assegnerà un premio per governare. Il premio sarà più grande o più piccolo a seconda del consenso, sappiamo le osservazioni della Consulta. E alla Schlein o a chi guida il centrosinistra, dico: se siete così convinti di poter vincere, perchè non volete una legge che garantisca una maggioranza certa?”. Assicurando che “siamo pronti a discutere con l’opposizione”. Ancora, nel merito della legge: “Noi siamo per il premierato, se non fosse possibile per il 2027 allora siamo per il nome del premier sulla scheda. Ovviamente il Presidente della Repubblica mantiene la prerogativa di conferire il mandato, ma c’è un mandato politico molto forte”.
E intanto arriva la nota di Igor Taruffi, responsabile organizzazione nella segreteria Pd: “La produzione industriale è in calo da ormai 30 mesi consecutivi. Senza le risorse del Pnrr, che se fosse stato per FdI non avremmo avuto, il Paese rischierebbe la recessione. Dal 2021 ad oggi i salari reali sono calati dell’8,8%. Aumentano le ore di cassa integrazione, la sanità pubblica è sotto finanziata e le Regioni rischiano di non chiudere i bilanci. I tagli di questi anni agli Enti locali non permettono ai Comuni di garantire servizi fondamentali (a partire dal sociale e dalla manutenzione delle strade). Le forze dell’ordine sono sottodimensionate. Secondo i dati Eurostat l’Italia è il Paese europeo che investe meno in istruzione. Ciononostante per Cirielli e il Governo Meloni la priorità non è la legge di bilancio ma la modifica della legge elettorale. Se non fosse tragico sarebbe ridicolo. L’ennesima dimostrazione di un governo preoccupato solo della propria sopravvivenza e totalmente disinteressato alle sorti del Paese. Però oltre agli slogan e alla propaganda esiste la realtà. Che alla fine chiede sempre il conto”.



