Una masterclass con il regista e sceneggiatore albanese Roland Sejko. E’ l’appuntamento promosso da Zia >Lidia Social Club con il supporto di Archivio Audiovisivo Irpino, in programma giovedì 8 maggio alle ore 15:30 presso l’Ex cinema Eliseo di Avellino. Regista e sceneggiatore, Roland Sejko è nato e cresciuto in Albania, vive a Roma dal 1991 e lavora per Luce-Cinecittà, dove è direttore della redazione editoriale dell’Archivio Storico Luce. Il suo lavoro si distingue per l’uso creativo del cinema d’archivio; nel 2013 ha vinto il David di Donatello con Anija / La nave. La masterclass rappresenta un’occasione speciale per incontrare da vicino uno degli autori più originali del documentario contemporaneo e approfondire temi, linguaggi e materiali del suo cinema prima della proiezione serale di “Film di Stato”, prevista alle 20:30 presso il Cinema Partenio. Film di Stato, il documentario diretto da Roland Sejko, ripercorre la storia dell’Albania dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino al crollo del regime nel 1991.
Al centro la figura di Enver Hoxha, il leader comunista che per oltre quarant’anni ha esercitato un controllo assoluto sul Paese. Sotto il suo comando, l’Albania ha attraversato alleanze, rotture ideologiche clamorose e una progressiva chiusura verso il resto del mondo, fino a sprofondare in un isolamento totale. Il film racconta questa lunga parentesi di regime attraverso gli occhi del potere stesso, utilizzando esclusivamente il linguaggio che aveva scelto per autorappresentarsi: il cinema.
La partecipazione è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento posti. Compila il modulo con i tuoi dati per confermare la tua presenza.
Gli appuntamenti firmati Zia Lidia proseguono il 9 maggio, al Multiplex di Mercogliano, con Divine Comedy di Ali Asgari, in cui si fondono finzione e realtà, riflessione sul ruolo del cinema nella società. Protagonista è Bahram (interpretato da Bahram Ark), un regista quarantenne che ha realizzato tutta la sua filmografia in Turkish-Azeri, senza mai ottenere l’approvazione per una proiezione pubblica in Iran. Il rifiuto dell’ennesima richiesta da parte del Ministero della Cultura diventa per lui un momento di svolta. Insieme alla produttrice Sadaf (interpretata da Sadaf Asgari), Bahram decide di intraprendere un percorso alternativo, portando il film direttamente al pubblico attraverso vie non ufficiali. Il racconto segue i due personaggi tra pratiche burocratiche, spostamenti nascosti e tentativi di eludere i controlli.



