Maxi giro di usura nei confronti di due imprenditori di Montoro: stamane si è aperto il processo per uno dei quindici imputati. Dopo la richiesta di giudizio immediato quattordici imputati hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Solo T.S.difeso dall’avvocato Raffaele Tecce ha chiesto di essere giudicato con il rito ordinario e stamane ha preso il via il processo davanti al tribunale di Salerno. Il processo dopo aver affrontato alcune delle questioni preliminari è stato rinviato al 19 giugno, quando verrà dato l’incarico al perito trascrittore per le intercettazioni. Per gli altri quindici – raggiunti dall’ordinanza di misura cautelare in carcere formata dal gip del tribunale di Salerno, Annamaria Ferraiolo per associazione a delinquere finalizzata all’usura ed estorsione – bisognerà attendere una nuova data davanti al gup del tribunale di Salerno.
I quindici sono accusati di aver imposto ai due imprenditori di Solofra, tassi usurai. I due, in difficoltà economica, sono stati costretti a non versare più il debito rimanente alle persone di Castellammare di Stabia. Con la minaccia esplicita di essere legati al clan camorristico nuovamente operativo in Irpinia e subito riorganizzatosi dopo il colpo inferto con l’operazione del 2019, hanno costretto le due vittime a versare i soldi al sodalizio criminale irpino, fino a quando non hanno presentato le denunce e la Dda di Salerno ha chiesto e ottenuto le misure.
Secondo gli inquirenti, i due imprenditori sarebbero finiti nella morsa di tre diversi sodalizi criminali, legati al clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, al Nuovo Clan Partenio dell’Irpinia e a un gruppo salernitano con ramificazioni nella Valle dell’Irno. Il primo filone d’indagine ruota attorno a una serie di prestiti per circa 95mila euro, concessi tra novembre 2023 e aprile 2024, con tassi d’interesse mensili fino al 12%. Gli imprenditori, schiacciati dal debito, avrebbero pagato interessi per oltre 30mila euro, fino a subire minacce e percosse.



