Giovedì, 3 Settembre 2026
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La chiusura delle Camere è stata segnata dall’esplosione della vicenda dei parlamentari (e di altri esponenti politici) ingordi, che non si sono vergognati di chiedere all’Inps il sussidio-covid !Questo indecoroso episodio non sarà l’unico a rendere roventi le già bollenti cronache estive. Infatti, per tutti i parlamentari e per gli aspiranti consiglieri regionali nelle regioni interessate al voto si preannuncia un’estate davvero di fuoco. Essa minaccia di essere una vera e propria “estate dei lunghi coltelli”. Gli stati maggiori nazionali sono proiettati già verso settembre, con un doppio appuntamento: rinnovo dei consigli regionali in Val d’Aosta, Liguria, Toscana, Marche, Puglia, Campania e referendum sulla riduzione dei parlamentari. Entrambe le scadenze sono vissute con crescente ansia. Da una parte, i consiglieri regionali uscenti devono fare i conti con una pletora di concorrenti aspiranti alla candidatura, che talvolta minacciano di insidiare seriamente posizioni che sembravano consolidate. Dall’altra, i parlamentari di qualunque osservanza guardano con estrema preoccupazione l’andamento del confronto politico sul referendum, il cui esito potrebbe per molti di essi la fine di ogni speranza di rielezione! Proprio sul referendum, nonostante le rassicurazioni di Zingaretti sul voto favorevole del suo partito, si stanno moltiplicando perplessità crescenti al suo interno. L’avvicinarsi della data referendaria, senza alcuna idonea iniziativa politica, ha fatto capire l’errore compiuto. Aver accettato frettolosamente – come pegno per la formazione dell’esecutivo – la riduzione dei deputati a 400e dei senatori a 200. Negli ultimi tempi sono emersi numerosi aspetti problematici circa la riforma sostenuta con superficialità come una bandiera dal M5S, ma mai valutata in tutte le sue conseguenze. L’enorme accrescimento della dimensione dei collegi, che renderebbe ancora meno diretto il rapporto del parlamentare con gli elettori. Il numero, probabilmente insufficiente, dei 600 a ricoprire incarichi e funzioni oggi svolti da 900 eletti. Il notevole aumento delle spese elettorali dei candidati. La forte crescita del potere politico di casta di ciascun deputato o senatore, dovuta al maggior numero di elettori rappresentati! La riduzione all’osso della rappresentanza dei partiti minori, delle regioni con meno abitanti e la quasi scomparsa dei piccoli territori dalla geografia politica. Sono, questi, solo alcuni degli aspetti si cui si sta finalmente concentrando l’attenzione dei costituzionalisti e dei politici più avveduti. Si rischia, insomma, in nome di un risparmio trascurabile (un caffè all’anno per ciascun italiano!), di indebolire fortemente la rappresentatività democratica delle Camere. Un requisito fondamentale, su cui ha sempre insistito anche la Corte costituzionale. Ed è un rischio grave, che neppure la nuova legge elettorale proporzionale sancita negli accordi di governo (fatta saltare tempo fa da Renzi e ora richiesta dal Pd) potrebbe eliminare. Infatti, la riduzione del numero dei parlamentari è provvedimento di rango costituzionale. Con la conseguenza che sarà richiesta, per modificarla, la più ampia e speciale maggioranza dei due terzi. La legge elettorale, invece, ha carattere ordinario. Perciò potrebbe essere facilmente modificata, in futuro, da una qualunque maggioranza desiderosa di avere più potere! Per cui ci si sta arrovellando per “aggiustare” queso pasticcio, ma non sarà facile trovare una formula che soddisfi tutti! Non meno impegnativo il passaggio elettorale regionale, che vedrà la crescita di liste civiche e personalistiche. Sarebbe stato lecito aspettarsi che la coalizione di maggioranza presentasse dappertutto candidati comuni. Speranza delusa per il no deciso da parte del M5S, che ha consentito questo obiettivo solo in Liguria (dove però il favorito rimane l’uscente Toti). La rinuncia a possibili vittorie in altre regioni rischia di indebolire l’alleanza di governo, senza rafforzare un Movimento che appare in crisi di idee. E soprattutto soggetto a spinte divaricatrici che hanno già prodotto numerose defezioni. E che minacciano di indebolirne la già incerta leadership !

di Erio Matteo

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