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L’eterno coraggio del sogno: tra i regali per i cinquant’anni di Matteo Renzi spuntano i versi di Franco Arminio

Rosa Bianco

Il cinquantesimo compleanno di Matteo Renzi, celebrato oggi sulle colonne del Corriere della Sera, si arricchisce di un dono simbolico e potente da parte dei suoi amici: i versi del poeta irpino Franco Arminio, tra le voci più autentiche e amate della poesia italiana contemporanea. Le sue parole, intrise di profondità e visione, trascendono l’omaggio personale, per farsi riflessione universale sull’essenza della lotta e del sogno. «La vede solo chi ci ama la bandiera che ci sventola nel viso, la verità per cui lottiamo, il sogno ancora non ucciso».

La scelta di Arminio, come voce poetica, per un momento così significativo non è casuale. Il poeta di Bisaccia, con il suo lirismo radicato nella concretezza dei paesi e delle persone, rappresenta oggi un punto di riferimento morale e culturale, capace di parlare a una nazione frammentata, con l’intensità di chi ha fatto della parola uno strumento di cura e di lotta. In questo contesto, la “bandiera che ci sventola nel viso” diventa una metafora del coraggio di esporsi, di sostenere idee controvento, di mantenere vivo un sogno anche quando tutto sembra congiurare per soffocarlo.

Arminio, con il suo richiamo al “sogno ancora non ucciso”, si colloca in una tradizione filosofica che include Ernst Bloch e il suo principio-speranza. La tensione verso il futuro, la lotta per un ideale non ancora compiuto, è ciò che definisce l’essenza stessa dell’essere umano come progettualità. Nel sogno si radica l’utopia, ma anche l’ostinazione di chi si rifiuta di accettare il mondo così com’è, preferendo immaginarlo diversamente.

Per Renzi, leader controverso e appassionato, questi versi suonano come una dedica e un monito: ricordano il valore di combattere per la verità e di non cedere al cinismo, ma anche la necessità di essere visti e amati per ciò che si è. E forse, nel giorno dei suoi cinquant’anni, questo regalo poetico rappresenta il riconoscimento di una battaglia non solo politica, ma esistenziale: quella di mantenere vivo il fuoco del cambiamento in un’Italia, che troppo spesso si rifugia nell’immobilismo.

In un’epoca dominata dall’effimero, Arminio ci consegna parole che restano, capaci di illuminare non solo la figura di Renzi, ma chiunque scelga di guardare avanti, verso quella verità per cui vale sempre la pena lottare.

 

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