“Alla domanda che facciamo…la risposta è: ci fermiamo. Si, dobbiamo fermarci. Dobbiamo avere il coraggio di fermare questa corsa folle. Per ascoltare. Per comprendere insieme, la paura, la fragilità e il disorientamento. E trasformarla in progetti veri, risposte, spazi e opportunità, nuove energie e legami. Perché non dobbiamo permettere che la speranza naufraghi.” Sono le parole di don Luigi Ciotti ad accompagnare il corteo promosso da Libera a Torino, nella 31esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un corteo per ribadire che non ci può essere verità senza giustizia. “Siamo parte di un sogno: che la nostra Costituzione non resti scritta solo su carta, ma diventi carne viva. Questo è il nostro sovversivismo pacifico, la nostra rivoluzione gentile” prosegue Don Ciotti e ricorda come “Oltre l’80% di voi – ha detto don Ciotti rivolgendosi ai familiari delle vittime innocenti – non conosce la verità. Verità che passeggiano per via dei nostri paesi e delle nostre città. Siamo la memoria che cammina, siamo insieme da anni. Non dobbiamo arrenderci”. Per ribadire come “la mafia, la corruzione, l’indifferenza vincono quando siamo soli. Noi crediamo in una comunità più grande, che si sostiene e si aiuta, e non lascia solo nessuno”. Ecco perchè “Oggi più che mai siamo chiamati a diventare pescatori di uomini: ripescare uno ad uno le coscienze di chi ci sta vicino, rimetterli in contatto con la loro umanità profonda. Il silenzio, l’indifferenza, l’inerzia: noi oggi stiamo lottando su questi tre complici”. A rappresentare l’Irpinia, insieme agli oltre 20.000 in piazza, Stefano Pirone e Davide Perrotta di Libera Avellino. Quindi spazio al rito della lettura dei nomi delle vittime innocenti, da Nunziante Scibelli a Pasquale Campanello, introdotto dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, “Oggi in questa giornata – ha sottolineato il sindaco – vogliamo ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie e delle stragi, quelle di cui conosciamo le storie, quelle di cui sappiamo solo il nome e le tante delle quali non abbiamo ancora conoscenza”. “La giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie – spiegano Pirone e Perrotta – non è solo un rito civile o una commemorazione annuale. Questo va ribadito con forza. La giornata ha il senso di custodire e, così come fa la primavera, di rinnovare la memoria delle vittime innocenti e di quanti e quante subiscono violenza mafiosa. Il 21 marzo continua quindi, ogni anno, ad essere un faro per ricordare le vittime, sostenere familiari nella loro ricerca di verità e giustizia, alimentare una memoria viva e collettiva, e rilanciare l’impegno comune contro mafie e corruzione. Intanto in città e in provincia i docenti e le docenti, le scuole di ogni ordine e grado continuano il loro lavoro quotidiano. Il cambiamento parte dal basso, dalle azioni giornaliere e dalle comunità che decidono di assumersi una responsabilità educativa collettiva. L’Irpinia su questo fronte sa scegliere da che parte stare, dalla parte dei più fragili, dei più ricattabili, di chi vuole alzare la voce contro i soprusi delle prepotenze di quartiere o di paese, di chi decide che non ci sia spazio nella nostra terra per corrotti e mafiosi”.
In testa al corteo oltre 500 familiari di vittime seguiti da decine di gonfaloni e dai rappresentanti delle istituzioni che sfilano dietro allo striscione di Avviso pubblico. Tra presenti anche i leader di Pd e Si, Elly Schlein e Nicola Fratoianni, la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, parlamentari, consiglieri regionali e comunali e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Ad accogliere i partecipanti in piazza i ragazzi dell’associazione Orma che si sono esibiti in due brani musicali. Chiuderà la giornata l’intervento del fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.



