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L’Ic don Milani di Manocalzati fa sentire la propria voce, ricorso al Tar contro il dimensionamento. Famiglie e docenti: si penalizza il territorio

Una scelta che danneggia il territorio, dagli studenti alle famiglie fino al personale docente e non docente. Lo ribadisce con forza la comunità scolastica dell’Ic Don Milani di Manocalzati nell’annunciare la scelta di ricorrere al Tar di Salerno contro il piano di dimensionamento che ha letteramente smembrato l’istituto.

La riorganizzazione definita dalla Regione ha stabilito che il plesso di Manocalzati dell’Ic Don Milani sarà accorpato dal prossimo anno all’Ic di Atripalda De Amicis-Masi, il plesso di Montefredane del don Milani sarà unito all’Ic Caruso di Altavilla, i plessi di Candida, Parolise e San Potito dell’Ic di Manocalzati  entreranno a far parte dell’Ic di Montefalcione di nuova istituzione

E’ l’avvocato Almerigo Pantalone dell’associazione dei consumatori Rete Sociale Attiva a sottolineare come “Le decisioni della Regione impongono una riorganizzazione dell’istituto che finisce per riidimensionare fortemente il ruolo centrale svolto negli anni dall’Ic Don Milani. Alcuni plessi verranno accorpati all’IC di Atripalda, altri all’Ic di Altavilla, altri ancora al nuovo Ic di Montefalcione. Queste scuole subentreranno in tutte le scelte educative e formative con forti ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa. Famiglie, studenti, personale docente e amministrativo saranno costretti a pagare il prezzo di una simile decisione nel loro quotidiano – prosegue Pantalone – A venire meno sarà la continuità didattica e formativa che è fondamentale in qualsiasi processo educativo”. Spiega come “confidavamo in una deroga. La scuola ha una popolazione scolastica di 500 alunni, per altri territori è stata fatta una scelta in questa direzione, in considerazione dei bisogni locali. Non dimentichiamo che parliamo di aree interne, in cui la scuola è un presidio indispensabile per la sopravvivenza delle comunità. Non capiamo come mai non sia stata fatta una scelta in questa direzione anche per l’Ic di Manocalzati. Ma la nostra battaglia va avanti. Ci preme ringraziare la dirigente reggente Antonella Pappalardo per il forte sostegno che ci ha offerto. Sarà lei a depositare i primi di marzo il ricorso”.

I genitori non nascondono la loro amarezza. Daniela Arena parla di una ferita per il territorio: “Le parole chiave in questa vicenda sono dignità e continuità didattica. Abbiamo visto crescere costantemente l’offerta formativa ed educativa dell’istituto. Una scelta di qualità che ci ha premiato negli anni e ha consentito di recuperare tante iscrizioni, malgrado il forte tasso di denatalità. Non dobbiamo dimenticare che il nostro istituto comprensivo non è solo Manocalzati, comprende i plessi di San Potito, Parolise, Montefredane, Arcella, Candida. L’identità della nostra scuola è nell’unione tra le diverse anime delle comunità”. Arena ricorda come “Sono stati portati avanti tanti progetti di eccellenza, dalle certificazioni Cambridge ai PON nel segno di innovazione e metodologie didattiche sperimentali, fino al concorso giornalistico Scianguetta, che da più di un ventennio è il fulcro della nostra scuola, con la partecipazione di istituti da tutta Italia. Al tempo stesso si è sempre cercato di garantire agli studenti una formazione teatrale, culturale e musicale, con l’obiettivo di accontentare tutti i loro bisogni. Ecco perchè diciamo no allo smembramento, vogliamo dare certezze alle famiglie, ai ragazzi e al personale docente per il futuro. Purtroppo le iscrizioni diminuiscono sempre più, i bambini che nascono sono sempre di meno, fino ad oggi siamo riusciti a rappresentare un presidio formativo di qualità sul territorio ma il rischio è che il depotenziamento dell’istituto finisca per indebolire anche l’offerta formativa”.

La docente Pina Guarino sottolinea come “i danni causati da questo smembramento sono incalcolabili. Tanti docenti saranno costretti a operare in realtà scolastiche differenti o avranno cattedre suddivise su più scuole, con notevoli disagi e ripercussioni anche sull’azione educativa. Da 20 anni – continua Guarino – il nostro Istituto è un’eccellenza, grazie a progettualità all’avanguardia come il concorso Scianguetta che premia i migliori giornali scolastici, diventato un riferimento a livello nazionale. Le prossime scuole in cui saremo non potranno garantire continuità a eccellenze come questa, corriamo il rischio di disperdere i fondi ottenuti in questi anni. Non sappiamo, infatti, se gli istituti a cui siamo stati accorpati terranno conto degli investimenti realizzati fino ad oggi. Il risultato sarà che molte famiglie sceglieranno di iscrivere i figli in altri istituti”. Ribadisce la richiesta alla Regione “di restare uniti. Il nostro è un istituto che da circa 20 anni ha conquistato un’identità didattica e organizzativa forte e ben definita”

Incalza Alessandro Peluso, tra i genitori che chiedono con forza di far sentire la loro voce: “Vivo a Manocalzati da anni, uno dei miei figli è all’università e il secondo è agli ultimi anni delle elementari. Posso affermare con orgoglio come il Don Milani è sempre stata un istituto di eccellenza. Sono stato rappresentante di classe e in Consiglio d’istituto, in questi anni sono state attivate le progettualità più diverse, corsi Cambridge, gemellaggi con la Francia e altri paesi d’Europa, percorsi per il conseguimento della patente europea del computer. Disgregare questa scuola significa penalizzare i nostri figli perchè vengono privati della continuità didattica, dei riferimenti che hanno nei diversi plessi, dei docenti che li hanno accompagnati nel loro percorso di crescita. Anche questo garantisce che i nostri ragazzi crescano in modo sano, seguiti con competenze e amore. Anche noi genitori dovremo relazionarci con altri docenti, dirigenti e personale amministrativo”

Ilario Sarno, tra i genitori promotori del ricorso, spiega come “Quello che fa rabbia è che una soluzione come questa non guardi in nessun modo al futuro. L’anno prossimo i nostri figli cambieranno i loro insegnanti e l’anno successivo rischiano di cambiarli ancora. Non c’è alcuna progettualità a lungo termine. Non c’è rispetto per le famiglie e i nostri ragazzi

 

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