Lunedì, 19 Ottobre 2026
05.17 (Roma)

Ultimi articoli

L’Italia a crescita zero

 

Pochi ne parlano e i telegiornali ignorano la notizia: il PIL (prodotto interno lordo) nel secondo trimestre, non si è mosso di un decimale. E’ il più basso d’Europa e frenano anche industria e consumi. L’Italia è a crescita zero. La ripresa tanto sbandierata non è ancora cominciata e se c’è stata per qualche frazione di decimale, si è arrestata. L’Italia cresce meno di tutti gli altri paesi europei, perfino della Grecia. Le stime del governo devono essere corrette perché siamo già sotto di sette miliardi. Anche se il ministro Padoan si affretta ad assicurare che i conti sono sotto controllo. Il guaio è che a pagare siano sempre i soliti: i pensionati, i lavoratori, i piccoli imprenditori (artigiani, commercianti), cioè quel ceto medio che una volta era l’asse portante dell’economia italiana. Come se non bastasse il debito pubblico continua a crescere come la spesa pubblica improduttiva. Renzi si è reso conto che per far crescere l’economia c’è bisogno di investimenti. Ma ben indirizzati e non a pioggia, come si è fatto finora. C’è anche bisogno di radicali riforme strutturali. Quelle fatte si stanno dimostrando pannicelli caldi che non affrontano alla radice i veri nodi che strozzano l’economia. Le riforme che occorrerebbero, per essere efficaci, dovrebbero colpire interessi protetti di intere categorie di persone che mantengono rendite e privilegi e campano facendo da intermediari tra lo Stato e i cittadini: alta finanza, banche, petrolieri, manager, boiardi di Stato, ordini professionali (notai, avvocati, farmacisti, perfino tassisti). Sono questi che si oppongono alle riforme che toccherebbero i loro interessi. Si sperava che Renzi ci avrebbe provato, invece ha creduto che rottamando D’Alema e quelli della sua generazione si risolvessero i problemi. Ora vuole dall’Europa maggiore flessibilità e ha bussato a denari: 15/20 miliardi per rilanciare l’economia; alla fine la Merkel cederà perché non si può rischiare, dopo la Gran Bretagna, un’altra brexit dell’Italia. Sarà un’altra manovra a debito che si aggiunge alle precedenti sottovalutando che i debiti generano altri debiti e chi non onora le cambiali in scadenza non ne dovrebbe firmare altre e rinviare sine die quel pareggio di bilancio che, secondo gli impegni del governo Berlusconi a seguito della lettera della BCE del 5,8,2011 avrebbe dovuto esserci già nel 2014. Quella lettera conteneva ulteriori “istruzioni” che Renzi sta attuando solo nella parte che riguarda la riduzione dei diritti dei lavoratori, come il Jobs Act e la privatizzazione dei servizi pubblici (vedi l’acqua) riservando ai privati gli utili e accollando allo Stato, e quindi ai cittadini, le passività. Non sta facendo – come pure suggeritole liberalizzazioni dei servizi pubblici e privati, per esempio abolendo gli ordini professionali (avvocati, ingegneri, farmacisti, notai, perfino tassisti), e neanche la contrattazione salariale collettiva d’impresa, né sta mettendo mano alla sostenibilità delle finanze pubbliche rivoluzionando il sistema bancario, il meno efficiente in Europa, né qualificando la spesa pubblica, chiudendo Enti inutili e costosi; non sta neanche procedendo ad una vera mobilità nella Pubblica Amministrazione togliendo il personale dove è numeroso per spostarlo nei servizi utili ed essenziali (sanità e beni culturali). Non pensa anche lontanamente alla riduzione del debito pubblico, come pure era negli impegni con L’Europa, che, invece, continua a crescere, né sta procedendo a semplificare sul serio la burocrazia della Pubblica Amministrazione riducendo una normativa (interna ed europea che uccide le piccole imprese, specie in agricoltura. In questo settore, come nel turismo e nei beni culturali, si dovrebbe investire molto di più invece di erogare finanziamenti a pioggia dividendo piccole somme a tutti per motivi elettorali che, però, sortiscono scarsi risultati. Gli investimenti privati continuano ad essere lontani dall’Italia per la sfiducia dei mercati. Le cause sono note: migliaia di leggi, regolamenti, procedure, divieti, una burocrazia indecente, una giustizia assente e lontana (i processi continuano a durare anni) una classe politica e dirigenziale incapace, autoreferenziale e vorace. L’Italia di Renzi continua a somigliare, purtroppo nonostante le promesse e gli annunci, sempre di più all’Italia del passato. E la gente comincia ad accorgersene.
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Un dolore improvviso come un pugno nello stomaco e dritto al cuore,che ora è pieno di dolore e perché…

“Ho appreso con profondo dolore della scomparsa di Antonio Villani, poliziotto in servizio presso la Questura di Avellino. In tante…

Antonio Villani, 54 anni poliziotto della Digos della Questura di Avellino, è morto sull’E45, in territorio romagnolo, mentre era…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Un dolore improvviso come un pugno nello stomaco e dritto al cuore,che ora è pieno di dolore e perché a volte la vita è davvero terribile e ingiusta. Antonio Villani era il classico poliziotto buono: garbato, sorridente , silenzioso, operativo e anche comunicativo e con una straordinaria ironia che...

E’ la polemica a infuriare sui social all’indomani delle proteste studentesche in diverse città italiane contro le politiche del governo sulla scuola e le spese militari. Da Roma dove migliaia di ragazzi hanno attraversato il centro diretti verso il ministero dell’Istruzione per contestare i provvedimenti di Giuseppe Valditara a Torino...

Un nuovo e significativo riconoscimento per la scrittrice irpina Giulietta Fabbo, che con il suo romanzo La strada oltre il ponte entra nella rosa dei finalisti della decima edizione del Premio Letterario Giornalistico Piersanti Mattarella 2026, nella sezione dedicata ai libri editi. Un risultato che porta ancora una volta...

“Ho appreso con profondo dolore della scomparsa di Antonio Villani, poliziotto in servizio presso la Questura di Avellino. In tante occasioni ho avuto modo di apprezzarne non solo la professionalità e la grande dedizione al servizio, ma soprattutto il tratto umano di persona cordiale e generosa. Alla sua famiglia, ai...

Ultimi articoli

Attualità

E’ la polemica a infuriare sui social all’indomani delle proteste studentesche in diverse città italiane contro le politiche del governo…

l contributo del Movimento Aree Interne – Diritto di Restare trova spazio nel rapporto conclusivo della Regione Puglia dedicato alla…

Hanno fermato solo per poco il traffico. Simbolicamente, per protestare pacificamente. Pochi trattori, tanti quanti ne sono necessari a far…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy