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L’opposizione divisa: Gengaro abbandona l’Aula e il Pd resta al suo posto. Su Aquino tutti d’accordo

Nel primo consiglio comunale la posizione della minoranza non è univoca

L’opposizione parte divisa. Da una parte Antonio Gengaro, che protesta subito, alza i toni al momento della convalida degli eletti della maggioranza: “Se non sono stati ritenuti degni di entrare nella giunta non lo sono neppure per essere convalidati consiglieri comunali”, dice uscendo dall’Aula, seguito da Antonio Bellizzi e Amalio Santoro, entrambi eletti con lista Per Gengaro. Il resto della minoranza rimane al suo posto: Antonio Aquino, esponente del M5s, e soprattutto i dem Enza Ambrosone, Ettore Iacovacci e Luca Cipriano, mentre Nicola Giordano, altro dem, presie la seduta in qualità di consigliere comunale più anziano.

La spaccatura nel fronte di centrosinistra si registra pure quando si vota per la convalida della surroga in consiglio di Antonio Cosmo, che entra al posto di Marianna Mazza nominata vice sindaco: Santoro in questo caso non lascia l’aula ma si astiene, ed ad uscire sono Santoro e Bellizzi. Il Pd vota a favore.

L’opposizione invece si compatta su Antonio Aquino vice presidente del consiglio comunale: per l’esponente 5s in tutto 8 voti. A ben vedere, dunque, il problema riguarda il modo di intendere il ruolo di opposizione, il giudizio sull’attuale giunta.

A caldo, Gengaro commenta: “Si tratta di una giunta di ‘stranieri’, evidentemente nella nostra comunità non c’erano personalità all’altezza. I cavalli di razza si giudicano al traguardo”.

Aggiunge: “Saremo una opposizione seria e rigorosa. Abbiamo il dovere di essere intransigenti come ci hanno chiesto gli 11.612 elettori che ci hanno votato”. Per il leader del campo largo non ci sono contrasti ma solo “un’articolazione di posizioni”.

Spiega che “le elezioni non tolgono i peccati del mondo, decidono chi governa. E senza i circa tremila voti del centrodestra al ballottaggio– dice poi Gengaro – Nargi non avrebbe vinto. Questi inciuci non possono essere tollerati”.

Ancora: “La nomina di esterni è un segnale alla magistratura, un modo per prendere tempo: vedremo se tra un anno gli assessori saranno gli stessi”. E infatti potrebbe essere una giunta a termine, in attesa di far poi subentrare i consiglieri comunali. A proposito, Gengaro chiosa: “Alcuni esponenti dell’amministrazione precedente sono accusati di aver preso mazzette: facciamo finta di niente? Io no”. Quasi un messaggio ai suoi compagni di banco che sembrano non sposare la linea di Gengaro. E’ chiaro che l’ex candidato sindaco non sarà capogruppo del Pd: si vedrà nei prossimi giorni.

Mentre il centrosinistra non è compatto, il feeling tra il Patto di Civico di Rino Genovese – quattro consiglieri comunali – e la sindaca si vede e si sente: è il giornalista Rai a prendere la parola prontamente per replicare agli attacchi di Gengaro contro l’amministrazione.

 

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