La suggestiva cornice del Santuario di San Gerardo Maiella a Materdomini (Caposele) ospiterà, sabato 20 giugno, un atteso momento di riflessione ecclesiale, scientifica e sociale: “La Giornata del Medico e della Famiglia”. L’evento, intitolato significativamente “Umanesimo delle cure di prossimità – Il Sabato della Medicina”, si propone come un laboratorio di idee sul futuro della medicina generale, stretto tra le sfide normative dell’assistenza territoriale e l’inderogabile bisogno di preservare la dimensione profondamente umana del rapporto medicopaziente.
L’iniziativa assume quest’anno una valenza storica straordinaria, intersecando tre importanti ricorrenze: il Tricentenario della nascita di San Gerardo Maiella, il Trentennale dell’Associazione di Promozione Sociale “Vincenzo Scalzullo” e il trentennale dello stesso forum permanente “Il Sabato della Medicina”, promosso dall’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani) delle regioni Campania e Basilicata. L’ampio parterre di patrocinatori e partecipanti — tra cui la Prefettura di Avellino, l’ASL Avellino, l’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri, la Scuola di Alta Formazione SIICP, il Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia, il Comune di Caposele e l’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi- Conza-Nusco-Bisaccia — testimonia la coralità e l’alto valore istituzionale dell’appuntamento.
IL DIBATTITO: TRA RIFORMA TERRITORIALE E PRESIDIO DI FIDUCIA
Al centro del confronto, che si svilupperà dalle ore 09.00 alle ore 16.00 presso la Sala Convegni e il piazzale del Santuario, vi è il delicato passaggio evolutivo che sta investendo il Servizio Sanitario Nazionale. Di fronte a una popolazione sensibilmente invecchiata, all’aumento esponenziale delle cronicità e a nuove fragilità sociali, la figura del medico di medicina generale si conferma come il primo, insostituibile avamposto sul territorio. Il focus teorico del convegno evidenzia come la medicina territoriale non possa essere ridotta a una mera funzione burocratica o a una sterile erogazione di prestazioni. Al contrario, l’obiettivo condiviso da professionisti ed istituzioni è il rilancio di una “medicina di prossimità” capace di coniugare il rigore della competenza clinica con la 1 continuità dell’accompagnamento. Il medico di famiglia viene così riaffermato non come un semplice terminale tecnico, ma come un “medico della persona”, dotato di capacità di ascolto, vicinanza e disponibilità per una presa in carico globale dei bisogni sanitari, psicologici e sociali del cittadino, tanto nei momenti di salute quanto in quelli di malattia.
IL PROGRAMMA DEI LAVORI E I RELATORI
La giornata, condotta dal Dottor Antonio Cione (Presidente AMCI s. S.G. Moscati di S. Angelo L.) e moderata dal noto giornalista Francesco Pionati, vedrà l’avvicendarsi di autorevoli voci del panorama civile, religioso e scientifico. I lavori si apriranno alle ore 09.00 con i saluti istituzionali affidati a Padre Serafino Fiore (Superiore del Santuario), al Dottor Antonio Cione e al Sindaco di Caposele,Lorenzo Melillo. Successivamente, la sessione degli interventi si aprirà con il contributo di S.E. Mons. Sergio Melillo, Vescovo della diocesi, incentrato sul tema di profonda spinta etica “Il vescovo al servizio degli umili”, seguito dalla Dottoressa Rosanna Riflesso sul tema “Il lato umano dello Stato” e dalla Dottoressa Maria Concetta Conte su “La condivisione e l’impegno”.
La mattinata entrerà nel vivo della riflessione associativa e scientifica con la relazione del Professor Mario Ascolese (“L’AMCI Campania in cammino”) e la prestigiosa Lectio Magistralis del Professor Filippo Maria Boscia dedicata a ” L’insegnamento della medicina umanistica”. La seconda parte della mattinata vedrà contributi focalizzati sulla pratica clinica ed esistenziale del medico: dal “volto umano” descritto dal Medico Michele Ciasullo, alla dimensione trascendente della sofferenza affrontata da Don Salvatore Sciannamea (“La cura dello spirito”). Gli interventi dei medici Marcello Ricciuti, Antonio Falcone ed Erminio Pace (quest’ultimo con un focus sulla “cura invisibile del sorriso”) apriranno la strada alle conclusioni del Professor Stefano Ojetti, che relazionerà sul valore aggiunto del medico cattolico nel panorama sanitario contemporaneo. L’incontro di Materdomini si delinea quindi come un momento di snodo cruciale per promuovere una visione integrata della medicina generale. L’obiettivo ultimo, emerso con forza dai documenti programmatici, è la costruzione di un sistema sanitario territoriale autenticamente vicino, equo e sostenibile, capace di rispondere alle sfide dell’innovazione organizzativa senza mai smarrire la centralità relazionale della cura.


