Al Mulino della Signora la tavola esce dalla sala e attraversa il paesaggio: cinque tappe tra olio, formaggi, carni e prodotti della tradizione. Con la “Passeggiata al Mulino”, un’esperienza che mette insieme gastronomia, memoria e territorio.
STURNO – Per raccontare un territorio non servono necessariamente grandi palcoscenici. A volte basta un sentiero, un ulivo, un pezzo di pane e qualcosa da assaggiare lungo il cammino. È questa l’idea alla base della “Passeggiata al Mulino”, l’appuntamento in programma venerdì 21 agosto, dalle 19.30, al Mulino della Signora di Sturno. Un percorso gastronomico che sceglie di uscire dalla dimensione tradizionale della cena per trasformare il verde della struttura in una sorta di tavola diffusa, fatta di soste, sapori e racconti. Cinque tappe accompagneranno gli ospiti attraverso gli spazi del resort. Si comincia con la degustazione degli oli del Mulino insieme al pane fatto in casa, per proseguire con il Caso Muscio, antico formaggio di pecora della tradizione di Bagnoli Irpino. La terza tappa porta insieme conchiglione ripieno, tartare di manzo e ricotta caprina; poi lo stracciato di maialino in salsa di “accio” e patate. A chiudere il percorso sarà la graffa alla nocciola Avellana.

A prima vista è un menu. In realtà, a guardarlo più attentamente, è quasi una piccola carta geografica dell’Irpinia. Dentro quei cinque passaggi ci sono l’olivicoltura, la pastorizia, gli allevamenti, la trasformazione del latte, le produzioni agricole e una materia prima – la nocciola – che appartiene profondamente alla storia produttiva della nostra provincia.
Il Caso Muscio, per esempio, non è semplicemente un formaggio inserito nel percorso: è una produzione legata alla tradizione casearia di Bagnoli Irpino e alla cultura della pecora bagnolese. Allo stesso modo, l’olio rappresenta uno dei pilastri dell’identità del Mulino della Signora, che ha legato la propria attività alla coltivazione degli ulivi e alla produzione di extravergine, con particolare attenzione alle varietà irpine. È proprio qui che l’iniziativa assume un significato che va oltre la serata gastronomica.
Il cibo diventa strumento per raccontare il paesaggio.
La passeggiata, infatti, non è un semplice intervallo tra una portata e l’altra. Gli ospiti si muovono tra gli spazi verdi della struttura, attraversando uliveti e giardini e incontrando progressivamente le diverse stazioni del gusto. Il paesaggio, dunque, smette di essere una semplice cornice. Diventa parte dell’esperienza. È una scelta coerente con la filosofia del Mulino della Signora, realtà che ha costruito la propria proposta sul rapporto tra ospitalità, agricoltura, cucina e valorizzazione delle produzioni locali. Un modello nel quale conoscere un luogo significa anche entrare in contatto con ciò che quel luogo produce. E forse è proprio questo il dato più interessante della “Passeggiata al Mulino”: la tradizione non viene proposta come qualcosa di fermo nel tempo, ma come qualcosa da attraversare, assaggiare e reinterpretare. Una modalità che si inserisce in una trasformazione più ampia del turismo rurale: sempre più spesso il visitatore non cerca soltanto un piatto tipico, ma vuole conoscere la storia che c’è dietro quel piatto, il paesaggio da cui proviene, le persone e i gesti che ne rendono possibile l’esistenza. Al Mulino questa storia prende la forma di un percorso.
E quando il percorso gastronomico termina, la serata cambia registro.
Dalle 23 l’ingresso all’afterparty con la musica a prendere il posto delle degustazioni. Un passaggio quasi naturale: dalla scoperta dei sapori alla convivialità, dal racconto del territorio alla sua dimensione più contemporanea e festosa.
Ma il suo valore, al di là del programma della serata, sta forse proprio nella domanda che lascia sul tavolo: quanto può raccontare un territorio attraverso ciò che produce e attraverso il modo in cui decide di farlo conoscere? A Sturno, per una sera, la risposta passa da un percorso tra gli ulivi.
L’Irpinia, prima ancora di essere servita, si mette in cammino.



