Lunedì, 14 Settembre 2026
21.54 (Roma)

Ultimi articoli

Alla fine, all’insegna della più bieca realpolitik, i votanti M5S (grazie all’aiutino di un quesito formulato in maniera tendenziosa e ai diffusi timori della caduta del governo in caso di processo) hanno deciso di abiurare a uno dei sacri principi del Movimento: quello di non sottrarrre nessun politico al giudizio. E perciò di salvare l’esecutivo (ma fino a quando?) e il soldato Matteo (ma a che prezzo?). Vittoria non trionfale, oscurata da veri o presunti black-out. Tra disguidi e voti plurimi. E quindi ben lontana dai propositi della dirigenza di mettere a tacere gli scontenti interni. D’altra parte, era fin troppo facile prevedere che, presto o tardi, il M5S sarebbe stato costretto ad affrontare la questione della sua natura. Della sua organizzazione interna. Delle sue strutture di vertice. Insomma, di tutti quei fattori che, insieme all’identità e alla leadership, sono fondamentali per l’affermazione nell’agone politico. Il M5S li aveva colpevolmente trascurati, sicuro che i successi elettorali avrebbero fatto premio su tutto.

Il Movimento è chiamato ora a scegliere tra essere partito o movimento. E non nel periodo della sua formidabile ascesa, quando sarebbe stato molto più facile affrontarlo; ma dopo la secca sconfitta alle regionali abruzzesi. Con sondaggi che denunziano la sua grave perdita di consensi e le crescenti divisioni. Di Maio ha ipotizzato una forza politica più strutturata. Con organi rappresentativi collegiali. Però la annunciata trasformazone non sfugge al sospetto di essere voluta dal vice-premier per uscire dalla scomoda posizione di responsabile di tutte le sconfitte. Dovrà comunque fare i conti con i mugugni dell’ala più movimentista e della prima ora della creatura grillina. Ed è stata causa di dure tensioni con Casaleggio jr. Critico verso le “aperture” partitiche. Ma criticato a sua volta per il suo ruolo bifronte di regista e di consulente.

Tra le cose presentate come novità, ma in effetti vecchie come il cucco, c’è una sorta di comitato o di direzione, articolata per settori di competenza, che dovrebbe coadiuvare il leader. Con analoghe ricadute ai diversi livelli territoriali. Una struttura ampiamente ricalcata su quelle dei tradizionali partiti. Certo, l’organizzazione per settori può facilitare il lavoro di raccordo tematico e territoriale del M5S, apparso finora come uno dei punti deboli del M5S. Però, se alla fine non c’è chiarezza su chi decide cosa, e soprattutto sui poteri degli organismi collegiali, difficile pensare che il M5S possa superare le sue contraddizioni. Dopo il rapido tramonto del mai davvero decollato Direttorio, l’aver accentrato tutto nella figura del “capo politico” si è dimostrato un errore. Non è servito a stimolare e ad allargare la partecipazione, né della base elettorale né di quella parlamentare. Ha alterato il corretto rapporto tra l’esecutivo e il legislativo. Ha accresciuto l’invadenza del governo a spese del ruolo dei parlamentari, costretti a ratificare provvedimenti già confezionati. Spesso senza alcuna possibilità di modifica. Talora addirittura senza discussione, come per la legge di bilancio. L’assenza di strutture decisionali collegiali ha portato a far diventare, nel tempo, il capo politico l’unico bersaglio di tutte le tensioni e le insoddisfazioni che circondano il Movimento. E oggi sono in molti, anche vicini a lui, gli esponenti che chiedono al vice-premier di lasciare qualcuno degli incarichi ricoperti. Non è un caso che alcune delle proposte – abbastanza in controtendenza rispetto alle posizioni tradizionali del M5S – riguardino le candidature alle europee, che scaturiranno – salvo pochi designati – da consultazioni on-line. Riscoperte non a caso, per scrollarsi di dosso le responsabilità più rognose, anche per il caso Salvini-Diciotti. Infine, l’allentamento della regola dei due mandati, quando uno è stato negli enti locali e le possibili alleanze con liste civiche sono un tentativo di riallacciare rapporti con le basi territoriali.

Tuttavia, l’impressione è che il M5S si trovi – e si troverà – sempre più in mezzo ad un guado non facile da superare. Perciò questa sua settimana di passione sarà probabilmente l’unica, nella storia, a non essere seguita da una resurrezione !

di Erio Matteo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Tentato furto in abitazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sono le accuse contestate a un 45enne…

Tragedia, ieri a Battipaglia in provincia di Salerno, dove ieri è morto in spiaggia un uomo di Mirabella Eclano. Il…

L’onorevole Sandro Ruotolo, parlamentare europeo del Partito Democratico, è stato ospite di Casa De Simone a Montoro, dove ha…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Grottaminarda – Si ricomincia. Domani mattina nelle scuole della cittadina ufitana suonera’ la prima campanella: è il segnale della ripresa del nuovo anno scolastico. I lavori all’Istituto scolastico sono terminati, si sono succeduti a tirmo serrato sopratutto nelle ultime settimane. E la buona notizia è che ogni ordine e grado...

BONITO – Una strada per ricordare uno dei protagonisti della storia politica italiana del Novecento. Bonito si prepara a rendere omaggio ad Alfredo Covelli, figura profondamente legata al paese natale, con la cerimonia di intitolazione dell’attuale Via Roma a Via Alfredo Covelli. L’appuntamento è fissato per giovedì 17 settembre, alle...

– di Mario Spagnuolo – La quarta giornata di Serie B ha visto l’Avellino fronteggiare una delle squadre più quotate per l’accesso diretto alla prossima Serie A, il Palermo. I Rosanero hanno iniziato questo campionato spinti da grandissime ambizioni, alimentate anche dal mercato e dalla guida tecnica di Filippo Inzaghi,...

Il Senato ha approvato gli articoli 6 e 7 della riforma elettorale, modificando le regole per il voto degli italiani residenti all’estero. Le opposizioni e il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia hanno visto tutti i propri emendamenti respinti. Ecco i punti principali delle novità approvate. Articolo 6 (Circoscrizione Estero):...

Ultimi articoli

Attualità

Grottaminarda – Si ricomincia. Domani mattina nelle scuole della cittadina ufitana suonera’ la prima campanella: è il segnale della ripresa…

Arriva da Franco Festa, portavoce del Comitato per la salvezza della Dogana, un appello alla Sovrintendente Anna Onesti perchè le…

Con 4.200 corse giornaliere, di cui oltre 1.500 scolastiche, da martedì 15 settembre 2026, con l’avvio delle attività didattiche previsto…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy