“Quando una riforma della giustizia nasce dentro uno scontro storico tra politica e magistratura, il rischio è che venga percepita come una rivincita, non come una riforma nell’interesse generale”. Così Clemente Mastella in una intervista al Domani d’Italia, annunciando il No al referendum sulla giustizia. L’ex ministro della GIustizia del secondo governo Prodi dice di “capire la sorpresa” di fronte al suo “no” dopo la sua vicenda giudiziaria. “Ma proprio la mia esperienza personale mi porta a questa scelta. Se fosse dipeso solo dall’azione di alcuni pubblici ministeri, probabilmente la mia vicenda avrebbe avuto un esito ben diverso. Invece il sistema, così com’è, ha funzionato. C’è già una distinzione tra chi accusa e chi giudica. Nel mio caso, la funzione giudicante ha ristabilito equilibrio. Questo dimostra che la separazione delle funzioni esiste già nella pratica”.
Per Mastella, “il problema della giustizia italiana non è questo. Il vero nodo è la durata dei processi. Io ho impiegato undici anni per uscire completamente dalla mia vicenda giudiziaria. È questo che interessa ai cittadini: entrare in un processo e non restare intrappolati in un labirinto infinito. La riforma non mette mano a questo aspetto fondamentale”.
Mastella: “No al referendum, la giustizia nel mio caso ha funzionato: il nodo vero è la durata dei processi”
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