Arriva da Pasquale Matarazzo, Funzionario responsabile Autorizzazioni Ambientali Regione Campania una proposta di riqualificazione di piazza Kennedy nell’area dell’ex macello comunale.
Nell’area interessata, fino agli anni 90, c’erano ancora le strutture dell’ex Macello Comunale, tristemente noto anche per interventi, non consoni, oggi per fortuna vietati dalla leggendo , sui cani randagi. L’idea proposta mira a dare una caratterizzazione architettonica/artistica al progetto a farsi in modo da farne un luogo attrattivo, non solo per il contenuto che rappresenterà e si spera dia più impulso economico alla città Capoluogo, ma anche per l’elemento aggiunto che interviene non sulla struttura ma sui resti di due elementi caratteristici dell’ex impianto, oggi tutelati dalla soprintendenza come archeologia industriale. Una piccola idea come tante che potrebbero attivarsi in più punti della città in modo da elevare la qualità dell’abitare, sentire un luogo, l’appartenenza e rendendo la città e le sue parti, più accessibili, confortevoli e vissute da parte di tutti. La storia di Avellino è nota: alla continua ricerca di una identità, sempre sfiorata, ma che si confronta sempre con il proprio tragico passato tellurico. Dopo 44 anni la polis futura non è ancora disegnata, riammagliata, soprattutto nel centro storico, o meglio il sistema di relazioni che determinava e animava quella socialità tipica esistente fino ai primi anni del 1900, non si è ricostituito. Allora bene la piccola scala, interventi minimi, mirati, ma con una visione enorme: la volontà di ricucire in modo continuo la città e le sue parti. Foto dal sito avellinesi.it
MEMORIA STORICA DEL SITO
L’area dell’ex Macello Comunale, conosciuta ai più, per transazione orale, come piazza macello, è per toponomastica trascritta come piazza Kennedy e a me piace chiamarla così. Infatti l’area un tempo era indicata come “il vasto” ed era esterna all’area cittadina vissuta che si fermava all’altezza di Palazzo Caracciolo, in Piazza Libertà. Dietro una depressione orografica dove scorreva il torrente San Francesco e il cosiddetto “rimmitiello”, suo affluente. Area che poi fu colmata dei detriti delle costruende via Tagliamento e via Piave, negli anni 60. Pertanto, in quegli anni, fu realizzato nell’area di via Serafino Soldi una villa che coabitava con la struttura del macello comunale e lo stazionamento dei pullman per Napoli e la provincia, da poco trasferito alla nascente moderna autostazione, oltre due impianti di distribuzione carburante e, nel dopo sisma, prospiciente al macello, f inalmente dismesso, area mercatale con prefabbricati leggeri che ampliavano il degrado dell’area, già provata, architettonicamente, da edifici enormi che ancora oggi deturpano visivamente il luogo. Pertanto, vista la presenza di più attività di traffici, l’area era ad intenso inquinamento atmosferico con emissioni di CO2 per il traffico veicolare che si generava e stanziava vedi pullman con motori accesi e NOX per impianti di riscaldamento delle abitazioni, inquinamento che stanziava nell’area. Con l’intervento progettuale di riqualificazione, nel primo decennio del 2000, la nuova piazza del PUC fu inaugurata a luglio 2010, fu data nuova aria al luogo con l ‘eliminazione delle pompe di benzina e dello stazionamento dei pullman.
PROPOSTA
L’idea “SOTTO UNA NUOVA LUCE” è quella di intervenire sulle due ciminiere, superstiti dell’ex Macello Comunale, con un intervento di illuminotecnica, se l’idea sarà accettata il comune chiederà idoneo parere alla competente Soprintendenza e sceglierà la migliore ditta nel campo illuminotecnico artistico, in modo da restaurarle e inserire all’interno degli elementi illuminanti che portano la luce in alto verso il “Cielo”, che poi sembra sia il nome della struttura nascente, in modo da caratterizzare e rendere unica e attrattiva l’area. Un po’ come le torri di luci che sostituiscono le torri gemelle di New York, oggi luogo evocativo e di attrazione che illuminano la città americana al tramonto. Negli spazi vuoti dei mattoni inserire dei touch screen per ricevere tutte le informazioni utili su tutte le attività della nascente struttura in modo da interagire con la stessa, anche dei QR. Inoltre come idea aggiuntiva fare del luogo non solo della sostenibilità energetica ma anche ambientale con cestini porta rifiuti interrati e macchinari per la raccolta di plastica e alluminio con l’emissione di buoni per fare la spesa presso i supermercati o sconti per parcheggio o altro da studiare. L’idea dei macchinari di raccolta ha uno scopo sociale. Ci sono tante persone con difficoltà che potrebbero in questo modo, non è certo solo questo che serve, avere un sostegno giornaliero per fare la spesa. Da luogo della depressione a luogo della sostenibilità e dell’ambiente che diventa valore aggiunto alla struttura nascente per vedere la città “Sotto una nuova luce”.




