Il voto sulla nuova legge elettorale alla Camera dei Deputati accende lo scontro politico e produce un effetto immediato: compattare il centrosinistra in un “campo larghissimo” unito contro la maggioranza di governo. Tra cartelli di protesta esposti in aula e accuse durissime, i leader delle opposizioni si preparano a dare battaglia anche al Senato.
I principali esponenti dell’opposizione hanno espresso una condanna unanime nei confronti del provvedimento, ribattezzato polemicamente da alcuni come una “legge truffa”.
Elly Schlein (PD) ha accusato la premier Giorgia Meloni di aver tradito le promesse elettorali e la fiducia degli italiani. Schlein ha inoltre evidenziato come la maggioranza abbia mostrato crepe interne sul voto per le preferenze, dichiarando che “la maggioranza non c’è più, è un colabrodo”.
Giuseppe Conte (M5S) ha definito la riforma un “inganno” volto esclusivamente a garantire la conservazione del potere per chi governa. L’ex premier ha inoltre sottolineato come le nuove norme ostacolino la rappresentanza femminile, trasformando il “soffitto di cristallo” in “cemento armato”.
Nicola Fratoianni (AVS) ha liquidato la riforma definendola senza mezzi termini una “schiforma”, ma ha accolto positivamente la compattezza dimostrata dalle opposizioni in aula.
Matteo Richetti (Azione) ha bocciato il testo sostenendo che per il Paese “serve ben altro”.
Maria Elena Boschi (IV) ha affermato che la maggioranza ha promosso questa legge solo per “paura di perdere”, convinta che il centrodestra uscirà comunque sconfitto alle prossime consultazioni.
Riccardo Magi (+Europa) ha usato toni duri definendo il provvedimento “un colpo di Stato elettorale”.
Schlein ha criticato la ridefinizione dei collegi esteri, paragonando l’operazione alle strategie di gerrymandering storicamente associate alla destra americana.
Il dibattito e il successivo voto sulle preferenze hanno evidenziato tensioni interne alla stessa coalizione di governo.
A partire da settembre, l’iter della riforma elettorale si sposterà al Senato, dove le opposizioni hanno già promesso una forte resistenza.
Nel frattempo, il percorso di costruzione dell’alternativa di governo proseguirà sul piano politico: l’8 settembre è previsto un confronto pubblico a Roma tra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni, un appuntamento considerato cruciale per consolidare l’alleanza e definire un programma comune.


