Entro la fine di febbraio saranno 2.240 le nuove assunzioni registrate in Irpinia. Il dato emerge dal report dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio Irpinia Sannio sulla base del bollettino Excelsior Informa, realizzato da Unioncamere, Ministero del Lavoro e Camere di Commercio italiane. Complessivamente, nel trimestre febbraio–aprile 2026, nelle province di Avellino e Benevento le imprese programmano 11.410 entrate mel mercato del lavoro. Le imprese che prevedono inserimenti lavorativi nei due territori rappresentano circa il 13% del totale regionale, confermando il ruolo del tessuto produttivo irpino e sannita nel mercato del lavoro campano. Rispetto allo stesso trimestre del 2025 si registra però una flessione delle previsioni occupazionali (-1.860 entrate complessive), segnale di un contesto economico caratterizzato da prudenza nelle strategie aziendali e da incertezze legate all’andamento dei mercati.
Il comparto dei servizi si conferma il principale motore della domanda di lavoro con il 59% delle entrate previste, includendo commercio, turismo, servizi alle imprese e alle persone. Il settore industriale prevede circa 1.400 inserimenti (42%), mentre il primario circa 130 contratti (3,8%). Nel 70% dei casi ad assumere sono micro e piccole imprese con meno di 50 dipendenti. La forma contrattuale prevalente resta il tempo determinato (76% delle assunzioni in Irpinia). I giovani under 30 rappresentano, con il 22%, una quota significativa della domanda. Le richieste si concentrano principalmente su operai specializzati e conduttori di impianti; impiegati e professioni commerciali e dei servizi; figure ad alta specializzazione e dirigenti. Tra le professioni più ricercate ad Avellino, spiccano conduttori di veicoli a motore, addetti alle vendite, addetti alla ristorazione.
Resta elevata la difficoltà di trovare candidati adeguati: il 43% delle entrate previste ad Avellino risulta di difficile copertura, soprattutto per la carenza di candidati e per competenze non sempre allineate alle esigenze delle imprese. Per il 50% delle posizioni le imprese richiedono esperienza nel settore, mentre poco meno del 25% richiede una specifica esperienza nella mansione. Il titolo più richiesto è il diploma professionale o una qualifica di formazione (40% delle assunzioni), seguito dal diploma di scuola secondaria superiore. Le posizioni per laureati rappresentano solo il 10%, mentre cresce la richiesta di diplomi ITS, a conferma del ruolo strategico della formazione tecnica superiore.



