“Preoccuparsi del benessere della comunità, non del benessere dei singoli. E’ l’impego che guida la nostra lista”. A sottolinearlo Carlo Mele, nell’incontro conclusivo della campagna elettorale di “Per-Per le persone e per la comunità”, nella cornice dello Spazio Arena, al fianco di Nicola Montanile, candidato alla carica di presidente della Regione e delle altre candidate Lina Russo e Rosaria Viscucci. “Non si possono programmare le politiche del territorio se non si ha consapevolezza di quali sono i bisogni. Ecco perchè chi promette l’impegno su un determinato fronte, deve mantenere quella promessa. Altrimenti, il rischio è quello di trovarsi di fronte a percentuali altissime di astensionismo perchè la gente non si riconosce nella politica. Mentre è fondamentale parlare con la gente, stare sui territori, impegnarsi per il bene comune. E non mi stanco di ripeterlo. Se stanno bene gli ultimi, stanno bene tutti, dobbiamo tornare a parlare di bene comune”.
Sottolinea come la lista, pur essendo di ispirazione cattolica, parli a tutti “Non vogliamo essere una nuova Dc, questa lista nasce dalla consapevolezza che il dono della fede ci chiede anche di impegnarci nella vita di ogni giorno a sostegno dei bisogni dei più fragili”. Replica a chi parla di voto utile “Io penso che questa idea porti con sé la negoziazione dei valori: se alcuni voti sono utili e altri no, allora il valore che diamo a ciò che è giusto cambia a seconda delle condizioni. E no, noi cattolici non possiamo negoziare valori come la giustizia, l’equità, la solidarietà, il rispetto per le persone e per l’ambiente, l’etica e la legalità. E questi valori si difendono quando si vota senza turarsi il naso”.
Attivista del mondo cattolico, Campanile, per due mandati sindaco di Villaricca negli anni ‘90, spiega come “Da cinque anni stiamo costruendo una rete politica che si chiama «Per le Persone e la Comunità», rivolta soprattutto a chi viene dal mondo dell’associazionismo e del volontariato, sia ecclesiale che laico. Sappiamo bene che se la politica è sporca è anche colpa nostra poichè non andiamo a votare, ne’ ci impegniamo direttamente nelle contese elettorali. Ecco perchè abbiamo accolto l’appello di Papa Francesco di invischiarci nella politica “. E spiega come il Vangelo “ci impone una radicalità di intenti con grande attenzione alla giustizia sociale anche se siamo moderati nei mezzi”. Accusa Cirielli e De Luca di aver proposto liste che sono autentiche accozzaglie, “proveniamo anche noi dal centro-sinistra, ma Fico è succube di logiche nazionali, di un’alleanza che mette insieme il tutto e il contrario di tutto: da Ruotolo al figlio di Cesaro, passando per il figlio di Mastella. Del resto ci aveva detto subito che per noi non c’era spazio, che saremmo dovuti confluire nei partiti più grandi. Senza contare che nelle sue liste ci sono indagati e rinviati a giudizio su cui ha dovuto chiudere un occhio per ottenere appoggio di Fe Luca”. Quanto al centrodestra, rappresenta una coalizione che non guarda con attenzione alla Campania, basti pensare alla Lega, che proprio in questi giorni ha rilanciato sull’autonomia differenziata, nonostante lo stop della Corte Costituzionale”. Non risparmia critiche alla gestione di sanità e trasporti da parte di De Luca “Non esiste un programma pubblicato da Fico. Non sa cosa dire a proposito dell’acqua, lui vorrebbe che restasse pubblica ma De Luca ha già deciso fi privatizzarla. Sotto la sua amministrazione il rapporto tra pubblico e privato è cresciuto a beneficio del privato, il 40% dei 23 miliardi di investimenti va alla sanità pubblica, il 60% ai privati, mentre prima era l’esatto contrario. Allo stesso modo la gestione dei trasporti è risultata fallimentare. Nel nostro programma abbiamo inserito l’indipendenza del management delle aziende pubbliche dalla politica e una legge sui caregiver. Una proposta che si affianca a quella del reddito di base, a sostegno delle fasce sociali più disagiate con una copertura finanziaria adeguata”.



