“La scelta che mi appresto a comunicare non è né improvvisa né dettata da motivazioni personali. È il risultato di una riflessione seria, maturata nel tempo, alla luce di una situazione politica e amministrativa che è profondamente cambiata rispetto a quella che aveva dato origine alla nostra vittoria elettorale”. Così Andrea Troncone, vice sindaco dimissionario di Montefredane.
“La coalizione che si presentò agli elettori fondata su un programma comune e su un’idea di comunità inclusiva e rispettosa, oggi non esiste più. Nel corso dei mesi abbiamo assistito a una progressiva e ormai evidente sfaldatura della maggioranza: due consiglieri sono passati all’opposizione, altri hanno preso le distanze nei fatti, e la tenuta politica dell’alleanza è venuta meno.
Questo rappresenta una rottura sostanziale del patto politico e morale con i cittadini.
A ciò si aggiunge un elemento politico che non posso ignorare: il Sindaco ha assunto posizioni e manifestato orientamenti che si collocano apertamente in un’area politica diversa da quella con cui ci siamo presentati agli elettori.
Infatti ha iniziato la sua gestione amministrativa in questo paese come espressione del centro sinistra, (ricordiamo tutti le sue battaglie politiche per Clemente Mastella), ora lo stesso si presenta arroccato, quale baluardo di una politica, espressione di estrema destra che proprio non posso condividere in nulla, vista la notoria appartenenza politica alla Lega.
Come rappresentante del Partito Democratico, e prima ancora come persona, sento il dovere di prendere le distanze anche da un clima e da un linguaggio che, in più occasioni, hanno oltrepassato i limiti del rispetto istituzionale. Mi riferisco ad offese rivolte ad alcuni consiglieri comunali usando termini inaccettabili e oltraggiosi ed, in particolare, a espressioni sessiste e denigratorie nei confronti di un ex assessore comunale e delle donne in generale, che non appartengono alla mia cultura politica né alla mia sensibilità personale, radicata anche nei valori della mia formazione cattolica.
Anche sul piano amministrativo, la situazione evidenzia criticità non più ignorabili. L’approvazione del bilancio pluriennale di previsione è avvenuta in condizioni di estrema fragilità, con soli cinque voti a favore e resa possibile solo grazie all’astensione di un ex consigliere comunale di maggioranza, che ha reso possibile di raggiungere il numero legale. Una circostanza che testimonia in modo evidente la perdita di coesione e credibilità dell’attuale assetto amministrativo e che dovrebbe far riflettere l’intero consiglio comunale, ma soprattutto il Sindaco.
Inoltre, si è progressivamente deteriorato il rapporto all’interno della giunta: le decisioni vengono spesso assunte senza un reale coinvolgimento collegiale, e manca quella condivisione che dovrebbe essere alla base di un’azione amministrativa efficace e trasparente. Altro che giunte a mezzo whatsapp e dirette facebook.
Alla luce di tutto questo, ritengo che non sussistano più le condizioni politiche, etiche e amministrative per proseguire nel mio incarico da assessore con delega di Vice Sindaco.
Per rispetto verso i cittadini, verso il mandato ricevuto e verso me stesso, rassegno pertanto le mie dimissioni da assessore.
Desidero inoltre aggiungere, per senso di responsabilità istituzionale, che nella seduta odierna esprimerò voto favorevole al rendiconto di gestione dell’anno 2025.
Si tratta di un atto che mi ha visto direttamente impegnato, con costanza e dedizione, nel lavoro amministrativo svolto finora per questa comunità. Ritengo quindi doveroso, per rispetto verso i cittadini e verso i tanti elettori che mi hanno accordato la loro fiducia, assumere una posizione coerente con l’impegno profuso.
Il mio voto favorevole rappresenta un atto di responsabilità nei confronti della comunità e del lavoro svolto, pur nella consapevolezza delle criticità e delle difficoltà che hanno caratterizzato il percorso di approvazione del bilancio e del rendiconto stesso, segnato anche da situazioni che non esito a definire grottesche e surreali.
Continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale con serietà e impegno nei modi e nelle sedi che riterrò più coerenti con i valori in cui credo, nella convinzione che la politica debba sempre essere al servizio della comunità, nel rispetto delle persone e della parola data agli elettori.
La maggioranza che è uscita dalle urne non esiste più. Le continue difficoltà nel garantire la presenza e la coesione dei consiglieri, e il ricorso sempre più frequente a equilibri variabili dimostrano che è venuto meno il presupposto fondamentale per governare con stabilità e credibilità.
Non si può pensare di amministrare una comunità facendo affidamento, di volta in volta, su maggioranze occasionali o su equilibri precari, esposti a continui ricatti. I cittadini hanno votato un progetto politico chiaro, non una gestione fondata sull’emergenza continua.
Per queste ragioni, con rispetto istituzionale ma con altrettanta fermezza, sig. Sindaco La invito a prendere atto di questa situazione e a valutare seriamente l’opportunità di rassegnare le sue dimissioni, restituendo così ai cittadini la possibilità di esprimersi nuovamente per il bene della comunità di Montefredane”.


