Giovedì, 14 Maggio 2026
19.25 (Roma)

Ultimi articoli

Montella, la sacralità di San Francesco a Folloni e il contenzioso con il Comune

di Gianni Marino

Vi sono due luoghi in Irpinia irriducibili – almeno fino a venti anni fa –  al turismo mordi e fuggi: l’Abbazia del Goleto e il Convento di San Francesco a Folloni.  A cavallo tra l’Alta Valle del Calore e quella dell’Ofanto, con la montagna di Nusco da spartiacque, risalenti ai secoli  XII e XIII, il primo fondato da San Guglielmo da Vercelli e il secondo – come da leggenda –  da San Francesco d’Assisi, hanno conservato per secoli un’aria intrisa di misticismo percepita anche dal più distratto visitatore. Ho frequentato questi luoghi fin da ragazzo, facendone oggetto di una interminabile  ricerca storica. Spesso i diecimila cavalli che affollano la mia mente hanno trovato pascoli in questi luoghi. Goleto e San Franscesco sono  luoghi ideali per dialoghi immaginari con persone care, pietre,  alberi e i fiori. E sempre mi ritorna in mente quanto scrisse nel 1895   Giustino Fortunato sul Goleto.  “ E l’animo, già immalinconito dal silenzio immane e dalla greve aria della ruina, è preso, a poco a poco, dallo strano torpore, dalla pace suprema, che suole, come una specie di contagio, venir su dalle cose morte. Allora torna in mente, più dolce e più tranquilla, la immagine del passato…” Ma oggi  è ancora come allora? In tempi in cui abbiamo imparato a consumare anche ciò che non potrebbe  consumare? Si respira ancora in questi luoghi l’aria mistica dei secoli passati ? A me sembra  che  questi luoghi sono ancora  sospesi a mezz’aria. Rischiando di diventare anch’essi  “non luoghi”. Dipende sempre dall’azione  umana: in ogni gesto di cambiamenti bisogna porre sapienza conservativa non distruttiva. Confesso che ho nostalgia del Convento di San Francesco come era agli inizi degli anni 90:  un hortus conclusus dove  si respirava  la Storia di Montella. Poi questo luogo fu sfigurato da un megaparcheggio che dilatandone gli spazi annichiliva in parte  la sacralità del luogo.  Sembrò  a me uno sfregio doloroso dettato dal bisogno pratico. La costruzione di un ospedale di comunità è un altro duro colpo? Il contenzioso in atto  dai toni accesi non aiuta a risolvere il problema vero: quale sacralità è possibile qui ed ora a San Francesco a Folloni?  E’ la domanda a cui dovrebbero rispondere religiosi e laici. Non servono contrapposizioni ma solo buon senso. Il torto e la ragione spesso sono marito e moglie.

Noterelle storiche

Se vi capita di andare a Montella, ricordate che vedrete donne belle ed altere, che usano nascondere nei capelli neri un pugnetto di cenere per difendersi dai malintenzionati e uomini fieri e bellicosi più dei lupi abitatori di quelle montagne. Così un anonimo viaggiatore del seicento sul carattere degli abitanti di questa cittadina dell’Alta Valle del Calore che a ragione, in una antica “descrittione” del regno di Napoli, era definita nobile e bella terra, ornata del titolo di Contado.

Chi si avvicina alla storia locale irpina, resta favorevolmente impressionato dalla ricchezza del patrimonio etnologico di Montella, che non teme confronti. Un patrimonio etnologico, sociale e culturale, di tutto rispetto: dal fondo di antiche leggende (Sacco di San Francesco, Abate Goglia, Grotta del Caperone) alla potenza espressiva del suo dialetto (quasi una lingua la definiva negli anni trenta la studiosa Olga Marano). Chi poi si chiedesse da dove derivi tale cospicio patrimonio e del perché si sia conservato intatto per tanti secoli, non riuscirebbe a trovare facilmente risposte esaustive. A Montella, storia e antropologia culturale (una volta si chiamava folclore) si incontrano a metà strada e la loro sintesi produce “narrazione storica o storia narrata”. E con grande probabilità il carattere tenace e passionale de suoi abitanti (nel bene o nel male) non deriva tanto dalla “natura montanara” ma soprattutto dal contesto socio-culturale a tinte forti e ben tramandato dalle diverse generazioni. Non so se ha senso ancora parlare del “montellese” come di un paese con peculiarità tutte sue. Anzi sembrerebbe che tale chiave di lettura antropologica sia piuttosto forma residuale di una certa cultura positivista dura a morire. Tant’è.

Negli antichi statuti del Comune di Montella, l’inizio della raccolta delle castagne era fissato per il 4 ottobre, giorno di “san francisco”. Era la prova di una consolidata venerazione per il Santo di Assisi. Tutto ebbe inizio quando, secondo quanto scrisse nel 1600 il monaco irlandese Luca Wadding, nel gennaio del 1222 San Francesco da Benevento diretto a San Michele sul Gargano passò per l’Irpinia e respinto dagli abitanti di Montella trovò rifugio sotto un albero.

La notte nevicò abbondantemente ma il giorno dopo con grande sorpresa nemmeno un fiocco di neve era caduto per un centinaio di metri attorno all’albero. Invitato a restare, San Francesco decise di partire lasciando due fratelli che fondarono un convento. Era passato poco tempo e la leggenda vuole che un’altra nevicata isolò i monaci che patirono la fame. San Francesco che si trovava in Francia chiese al re due sacchi di pane che furono recapitati da due angeli presso la porta del convento. I monaci utilizzarono il sacco per farne un tovaglia per l’altare.

Anni dopo un brigante, inseguito dai soldati, si rifugiò in chiesa. Non potendo uscire e avendo il giubbone strappato pensò di ripararlo con un po’ di tela del sacco. Quando tentò la fuga, i soldati gli spararono addosso ma si accorse di essere diventato invulnerabile ai colpi di arma da fuoco. Allora i monaci fecero del sacco centinaia di reliquie molto ricercate. Ne nacque una accesa polemica : poteva mai un Santo difendere un malfattore? Al povero vicario di Nusco Francesco Noya che negava tali qualità della tela gliene dissero di tutti i colori. Durante la prima guerra mondiale ai soldati montellesi in partenza per il fronte furono donate tali reliquie.

Il fondo leggendario montellese è il più significativo in Irpinia per capire la storia del nostro territorio: come spesso capita, da un episodio di storia locale, apparentemente circoscritto e forse mai avvenuto, puoi passare alla Storia grande, tragica e terribile, che attraverso i secoli arriva fino a noi. Fino a qualche decennio fa, ad esempio, era inconcepibile l’idea stessa di un Papa con il nome Francesco. Da anni nella mia biblioteca aumentano i libri dedicati a Francesco, il santo della “fratellanza universale”, il messaggio più rivoluzionario apparso nella storia occidentale. Il santo pazzo, il santo dei poveri il santo che immaginava la pace fra il lupo e l’agnello. Sono libri letti e riletti, che chiedono solo di essere ascoltati e mettersi all’opera: per costruire cattedrali di pace bisogna saper costruire soffitte di pace.

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Documenti falsi per intestare almeno duecento auto ad attività commerciali inesistenti. Una truffa da 140mila euro ai danni di Erario,…

I carabinieri della compagnia di Montella hanno accolto nella propria caserma gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “J.F. Kennedy” di Nusco,…

“Niente arresti domiciliari per Carmine Valente, alias “Caramella” condannato in via definitiva per partecipazione al “Nuovo Clan Partenio”. Per i…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Rodolfo Picariello Ariano- il candidato sindaco Roberto Cardinale prosegue gli incontri nelle contrade per ricordare con i candidati consiglieri quanto realizzato dalla amministrazione uscente e ciò che si intende realizzare in futuro. Sono stati ribaditi, dall’assessore Toni La Braca “i traguardi raggiunti” come il finanziamento di 500mila euro per la...

Questa mattina a Napoli presso l’Auditorium di Città della Scienza si è svolta la cerimonia di premiazione delle aziende più competitive dell’anno con sede legale in Campania nell’ambito del 71° evento del Premio Industria Felix, nona edizione de “La Campania che compete”. Nel corso dell’evento è stata presentata l’analisi Cerved...

“Come area politica Radici e Futuro riteniamo che la scelta del candidato alla Presidenza della Provincia debba essere affrontata esclusivamente negli organismi del Partito Democratico di Avellino, attraverso un confronto politico serio, trasparente e democratico”. Così in una nota l’area pd di Radici e Futuro che fa riferimento a Pellegrino...

Grottaminarda – Tutto è pronto, o quasi, per l’inaugurazione della nuova biblioteca comunale, intitolata ad Osvaldo Sanini, che ci sarà sabato 16 maggio, alle 17, nel Castello d’Aquino della cittadina ufitana. Ogni sala è stata dedicata ad un personaggio e una, in particolare, colpisce per il significato che ha. E...

Ultimi articoli

Attualità

– di Egidio Leonardo Caruso– È di qualche giorno fa la notizia della chiusura della Strada Provinciale 279, dallo svincolo…

«Con l’attivazione della preospedalizzazione centralizzata rafforziamo ulteriormente il livello organizzativo e assistenziale della nostra Azienda, dotandoci di un modello strutturato…

Bollette dell’acqua e adeguamento delle tariffe, Cittadinanzattiva denuncia un ritardo dell’Alto Calore e chiede chiarimentI rispetto alle lettere spedite agli…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy