Sabino Morano, componente dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale, per una formazione politica nata da poco la vostra è stata una partenza sprint. Secondo le ultime rilevazioni SWG siete al 4,8%, con una crescita dello 0,7% nell’ultimo mese. Di questo passo potreste superare la Lega, che oggi si attesta intorno al 5,7%.
Se lo aspettava?
“Penso che i sondaggi non fotografino completamente la realtà e che il consenso verso Futuro Nazionale sia persino maggiore. Me ne accorgo parlando con la gente per strada, dalle tante persone che mi contattano e soprattutto dal tesseramento, che è letteralmente esploso. In pochi mesi abbiamo raggiunto circa 110 mila iscritti e credo che abbiamo già superato la Lega per numero di tessere. Anche in provincia di Avellino registriamo adesioni spontanee impressionanti”.
C’è un dato per l’Irpinia?
“Sì, abbiamo superato le 800 tessere”.
Come si spiega l’appeal di un partito nuovo e con una forte identità politica di destra?
“Perché è un partito che dice ciò che molti italiani vogliono sentirsi dire. Parla in modo diretto, nell’interesse degli italiani, senza essere condizionato da altri poteri. Oggi molti partiti appaiono come terminali politici di interessi finanziari o economici. Futuro Nazionale dice ciò che ritiene giusto per il Paese. Roberto Vannacci è un uomo coraggioso che ha intrapreso questa strada con convinzione e senza remore. Inoltre, per la prima volta, c’è un leader della destra italiana che non cerca l’approvazione degli avversari politici: va avanti per la sua strada senza farsi condizionare da nessuno”.
Chi sono gli avversari di Vannacci? I partiti del centrosinistra o quelli della destra?
“Gli avversari naturali sono certamente i partiti del centrosinistra. Tuttavia esiste anche una parte della destra che oggi assume posizioni molto distanti dalle nostre. Futuro Nazionale considera il centrodestra il proprio interlocutore naturale, ma non necessariamente il proprio approdo automatico. Lo è se vuole continuare a rappresentare davvero la destra. Su molti aspetti valoriali ci sono punti di contatto con Fratelli d’Italia, ma su altri temi emergono differenze evidenti. Penso, ad esempio, alla politica delle sanzioni verso la Russia, che a nostro avviso stanno danneggiando soprattutto cittadini e imprese italiane”.
Molti osservatori sostengono che Vannacci richiami una certa destra del passato, del Ventennio fascista.
“Penso che Vannacci rappresenti la destra autentica della tradizione italiana, senza riferimenti specifici a particolari periodi storici. La sua è una proposta di destra vera, coerente con determinati valori”
Nel manifesto di presentazione di Futuro Nazionale, Vannacci scrive che “Nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati“: il generale è un estremista?
“Il moderatismo è diventato spesso sinonimo di conformismo verso determinati poteri sovranazionali. Io non credo che il Paese abbia bisogno di moderazione a tutti i costi. Ha bisogno di scelte chiare, di direzioni precise e di punti di riferimento solidi”.
Futuro Nazionale cresce a discapito di chi? Della Lega, di Fratelli d’Italia o intercetta nuovi elettori?
«Penso che stiamo recuperando molti voti tra chi dal voto ormai si astiene. Sicuramente nella fase iniziale una parte del consenso è arrivata dalla Lega e in misura minore da Fratelli d’Italia. Ma oggi credo che stiamo attirando anche persone che avevano smesso di votare e che tornano a interessarsi alla politica”.
Sulla base dell’ultima ipotesi di riforma elettorale Futuro Nazionale potrebbe diventare decisivo per il centrodestra.
“Penso che Futuro Nazionale sarà determinante nella politica italiana, indipendentemente da chi vincerà le elezioni. Credo che siamo destinati a raggiungere una consistente doppia cifra e nessuno potrà ignorarci. Poi saranno i nostri dirigenti a decidere eventuali alleanze”.
Immagina Futuro Nazionale all’interno del centrodestra?
“Oggi è difficile dirlo. Da qui alle prossime politiche può accadere di tutto. Il generale Vannacci ha sempre indicato il centrodestra come interlocutore naturale, ma spetterà anche al centrodestra mantenere posizioni coerenti con determinati valori e ideali. Dal punto di vista valoriale esistono sicuramente compatibilità”.
Ad Avellino il centrodestra non ha ottenuto un risultato positivo alle ultime amministrative. Cosa è mancato?
“Da anni manca un vero centrodestra. Quello che si è presentato alle ultime elezioni comunali era il risultato di vicende politiche e personali molto particolari. Non rappresentava una proposta politica realmente coerente”.
Che ne dice della vittoria del sindaco Nello Pizza e del suo centrosinistra?
“Non la considero una vittoria del centrosinistra o del Campo largo. Credo sia stata soprattutto una scelta di discontinuità rispetto all’amministrazione precedente”.


