E’ il sindaco di Monteverde Antonio Vella a sottolineare la propria amarezza in relazione alla ridefinizione dei criteri relativi ai comuni montani, che rischia di escludere il centro altirpinia “una notizia bruttissima e profondamente ingiusta per la nostra comunità. Il Comune di Monteverde, pur vivendo una condizione di forte isolamento — tra i comuni più difficili da raggiungere della provincia di Avellino — e pur avendo l’abitato a 740 metri di altitudine, con il Comune più vicino a 19 km di distanza, non risulta inserito nell’elenco allegato al DPCM attuativo della legge n. 131/2025 esclusivamente per effetto di criteri tecnici previsti dal decreto, di natura prevalentemente geomorfologica.
In particolare, sulla base dei dati ufficiali utilizzati: non viene raggiunta l’altitudine media territoriale superiore a 500 metri s.l.m.; non risulta soddisfatta la percentuale minima di superficie comunale oltre i 600 metri s.l.m.; non viene superata la soglia di territorio con pendenza superiore al 20% prevista dal DPCM. Tale esclusione è legata alla conformazione del territorio comunale, che si sviluppa in parte nelle aree più basse verso la valle dell’Ofanto. Questi parametri, applicati in modo uniforme a livello nazionale, non tengono adeguatamente conto di elementi fondamentali, quali la localizzazione dell’abitato e della sede comunale; le difficoltà di accesso ai servizi; la fragilità demografica; l’isolamento geografico; le condizioni socio-economiche tipiche dei territori montani.
Per queste ragioni ci batteremo con determinazione per scongiurare un colpo grave e ingiusto alla nostra comunità, che rischia di perdere risorse, tutele e opportunità fondamentali per il proprio futuro”.
Vella ribadisce le ragioni per cui la decisione risulta inaccettabile “Il Comune di Monteverde, situato a 740 metri di altitudine e uno dei territori più disagiati della provincia di Avellino, rischia di perdere la qualifica di comune montano. Un territorio isolato, con distanze ragguardevoli dai servizi primari, viene oggi escluso dall’elenco previsto dal nuovo DPCM sui comuni montani. Questa decisione sarebbe stata una vera ingiustizia: non solo avrebbe ridotto le risorse per scuole, trasporti, sanità e servizi sociali, ma avrebbe anche avuto gravi ripercussioni sull’agricoltura, fondamentale per l’economia e la vita quotidiana della nostra comunità. Fortunatamente il DPCM è stato momentaneamente sospeso. È un passo importante, ma il rischio resta e Monteverde merita riconoscimento, ascolto e sostegno.
Chiedo a tutti coloro che amano la nostra terra: non possiamo rimanere in silenzio. La nostra voce deve farsi sentire perché i territori fragili non vengano dimenticati”.


