E’ commosso l’omaggio all’avvocato Generoso Benigni dell’onorevole Gianfranco Rotondi: ‘’Non si può salutare un maestro della parola con troppe parole: e Generoso Benigni della parola faceva un uso sublime, nella professione forense,nella vita politica, nel giornalismo. Ecco perché sarò avaro di parole, preferisco farmi trovare impreparato di fronte a questo congedo improvviso e inaspettato. Ci sono amici così amici che non ricordi quando e come iniziò l’amicizia. Certamente nello studio Benigni ero di casa,pur non essendo praticante avvocato. Rappresentavo la distrazione delle discussioni politiche, a cui Generoso dava semaforo verde anche alla vigilia di cause importanti, con visibile irritazione di tutto lo studio. Che non era uno studio qualsiasi, già quaranta anni fa: vogliamo provare a dire – se Generoso non si arrabbia- che è stato il primo esempio di studio moderno all’inglese, con molteplici competenze, ma soprattutto con tanta,tanta competenza. Di là sono partiti i migliori avvocati del foro campano, e là sono sempre tornati, da un maestro generoso non solo di nome. Poi c’era la politica, una passione che Generoso ha ereditato dal padre Achille, del quale ricordo gli arguti interventi nei consigli comunali di Avellino negli anni settanta. Achille e Generoso Benigni erano l’espressione del club liberale di Avellino , un piccolo mondo antico di straordinaria nobiltà. In un rapporto di pari dignità con la Dc, Generoso fu vicesindaco di Avellino in anni difficili. Poi aderì a Forza Italia, assieme fondammo il centrodestra e portammo la coalizione a un passo dalla vittoria, con un candidato sindaco di ventinove anni,Stefano Sorvino, il cui nome fu fatto proprio da Generoso, forse anche per sottrarsi alla morsa delle pressioni di Sorvino, mie e di Franco D’Ercole per una sua diretta discesa in campo. Generoso non si candidò a sindaco, né successivamente al parlamento, pur essendovene stata l’occasione. Preferì accentuare il carattere culturale del suo contributo alla vita politica: memorabile il suo impegno nella pubblicazione di riviste che sono rimaste la sola voce sopravvissuta al declino della editoria locale. Ora è nella domenica senza tramonto, dove l’hanno preceduto le opere di una vita di altruismo e onestà ‘’



