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Napolitano, il cordoglio dell’Irpinia. Quella visita ad Avellino nel 2007 per celebrare Dorso

E’ l’intera Irpinia a piangere il presidente emerito Giorgio Napolitano. Tanti i messaggi consegnati ai social per ricordare un protagonista della storia della Repubblica Italiana, più volte ospite in Irpinia

“il suo stile, la pacatezza e l’acutezza delle sue posizioni hanno molto ispirato la mia formazione giovanile. – scrive il preside Paolino Marotta – Nel giorno in cui ne piangiamo la scomparsa, mi piace ricordarlo con una foto che scattai il 29 maggio 2007 al suo arrivo alla Prefettura di Avellino in occasione della sua visita ufficiale in città in concomitanza con il Convegno commemorativo di Guido Dorso”.
“Di là dal generico cordoglio, peraltro giusto e opportuno – scrive il filosofo Luigi Anzalone – e’ facile, persino scontato prevedere che la morte di Giorgio Napolitano suscitera’ reazioni opposte: di esaltazione e di esecrazione. Sono, a veder mio, entrambe giuste, comunque legittime ma unilaterali. Da sinistra non si puo’ che dire bene di Napolitano dirigente comunista di primo piano che difende la democrazia e i lavoratori e si batte per la evoluzione del PCI come grande forza riformatrice e socialista, in sintonia con Berlinguer. Non positivo, invece, appare in parte l’operato di Napolitano Presidente della Repubblica per i molti cedimenti a poteri forti e ad ambienti conservatori. In questo momento preferisco ricordare i momenti felici di lavoro, di lotta, di discussione e anche qualcuno sobriamente conviviale trascorsi con lui. E rimpiangere quel tempo di belle bandiere e generose e nobili speranze”
Roberta Santaniello scrive come “Per me Napolitano è stata la storia della politica che non c’è più. Uomini a cui si guardava per la saggezza, il rigore , la compostezza. Servire il paese prima di tutto”.
“Con la scomparsa del Presidente Giorgio Napolitano – scrive l’ex sindaco di Summonte Pasquale Giuditta – perdiamo una figura fondamentale della storia del nostro Paese. Con immensa tristezza ho appreso la notizia della morte dell’ex Presidente della Repubblica Italiana, simbolo di responsabilità nei confronti dello Stato. Ho avuto il privilegio di conoscerlo da vicino e di apprezzarne la sua passione politica e il suo rigore intellettuale nonché il suo altissimo profilo istituzionale e di essere onorato per averlo votato per l’elezione a Presidente della Repubblica”

A rendergli omaggio anche Angeloantonio D’Agostino “La passione istituzionale, l’equilibrio e lo spessore di Giorgio Napolitano sono emersi durante tutti gli anni che lo hanno visto al Quirinale. Non a caso, in un momento particolarmente delicato per la vita del Paese, larga parte delle forze politiche ritennero di rieleggerlo, facendo di lui il primo Presidente della Repubblica ad essere riconfermato nella carica. Da parlamentare ho avuto l’onore di poterlo votare e di apprezzare meglio le qualità di uno statista che ha servito il Paese instancabilmente. La notizia della sua scomparsa mi addolora, avendo la consapevolezza che le nostre istituzioni subiscono oggi una perdita incolmabile”.

“Un piccolo aneddoto mi lega al compagno Napolitano – ricorda Andrea Montuori che ha impressa nella mente la visita di Napolitano ad Atripalda il 31 maggio del 1993, in occasione dell’inaugurazione del parco pubblico, accolto dall’allora sindaco Alberta De Simone e dall’onorevole Stefano Vetrano – Era l’undici settembre 2001 ed eravamo tutti sconcertati per quanto accaduto negli USA con l’attacco alle Torri Gemelle da parte dei talebani. Ad Atripalda stavamo nel bel mezzo dei festeggiamenti della Festa de L’Unità Unità. Avevamo organizzato un convegno/dibattito a piazza Garibaldi e Napolitano, allora Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo, era l’ospite della giornata. Mi chiamó Alberta dicendomi che bisognava andare a prendere Giorgio a piazza Macello. Lo vidi scendere dal bus, uomo tutto d’un pezzo, a primo impatto un po’ austero ma appena entrò in macchina capii di avere accanto una persona dai modi gentili e pronto all’ascolto. Chiese di me, dei mie studi, della mia vita e del mio impegno politico. Chiacchierammo poco più di un quarto d’ora, il tempo che separava Avellino ad Atripalda. Fu una giornata piacevole che non dimenticherò mai anche perché quell’uomo sarebbe diventato il primo Presidente della Repubblica eletto due volte. Politico che proveniva dalla militanza attiva del Partito Comunista Italiano, riformista del sud, uomo di Napoli che sempre ebbe a cuore il bene comune della nostra Nazione e dell’Europa”.
Stefano Vetrano ricorda l’amicizia profonda con suo nonno Stefano, maturata nelle file del Pci, rendendogli omaggio nel libro a lui dedicato per gli 80 anni di impegno di Vetrano, di cui aveva scritto la prefazione, in cui lodava la capacità di rappresentare la sua gente “il saper restare immerso nella realtà sociale e umana dela sua terra, il saper ricercare – da sindacalista e dirigente contadino, da parlamentare – soluzioni concrete ai problemi concreti anche attraverso le necessarie convergenze anche dall’opposizione, senza perlatro mai smarrie quella visione ideale e quella prospettiva mondiale che facevano da antidoto al rischio di cadere nella politica spicciola e nel provincialismo”
Quella visita nel 2007. L’omaggio a Dorso
Era il 29 maggio del 2007 quando l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giunse ad Avellino per commemorare al Teatro Gesualdo la figura di Guido Dorso. Ad accoglierlo, tra gli altri, l’allora presidente della giunta regionale campana Antonio Bassolino, la presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Guido Dorso, il presidente del Centro Dorso Antonio Maccanico, l’onorevole Alberta De Simone, l’allora sindaco di Avellino Giuseppe Galasso e il prefetto Paolo Orrei. Un confronto altissimo, con gli interventi dello stesso Napolitano, accompagnati da quelli del professore Federico Biondi, di Emilio D’Amore, decano degli avvocati di Avellino, del direttore della scuola forense Maffei di Avellino Giuseppe Famiglietti, di Maccanico e Mancino. Napolitano aveva sottolineato in quell’occasione il valore della lezione di moralità e rigore di Dorso ” una lezione ancora sferzante e  stimolante, da cui el giovani generazioni possono trarre un po’ di ispirazione nell’avvicinarsi alla politica per rinnovarla…Un insegnamento a pensare idealmente e in grande la politica, perchè quella di Guido Dorso è sempre stata una lezione contro la piccola politica delle manovre opportunistiche”. Per ribadire come “la soluzione ai problemi, sia delle riforme istituzionali, sia del rinnovamento della politica possono venire solo solo passando attraverso l’impegno delle forze sociali, politiche e culturali. Quindi il passaggio presso la sede dell’amministrazione provinciale, accolta dalla presidente Alberta De Simone e l’incontro con i componenti del Consiglio provinciale e il presidente dell’Associazione Irpina della stampa Antonio Pescatore. Una visita conclusasi in prefettura con il saluto al prefetto e l’incontro con Gilda Ammaturo, figlia del vicequestore della polizia di stato, medaglia d’oro al valore civile Antonio Ammaturo

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