Ripartire dalla speranza di una rinascita, dalla fiducia nella possibilità di costruire una nuova stagione per l’Irpinia. E’ il messaggio che arriva dai vescovi irpini, alla vigilia del Santo Natale. Un messaggio di auguri che non dimentica le contraddizioni e criticità che vive il territorio. Il vescovo di Ariano Sergio Melillo sottolinea la necessità di “riscoprire il senso più autentico del Natale. Siamo chiamati a celebrare la nascita di Dio, testimonianza di amore che si reincarna, ogni giorno, in ogni uomo, a partire dai bambini emarginati, rifiutati, umiliati in ogni parte del mondo. Senza dimenticare tutti coloro che vivono il Natale in solitudine, proprio come la famiglia di Nazareth in fuga da chi non li accettava. Penso ai migranti, alla costante ricerca di una terra che li accolga, alle fasce sociali più disagiate, agli anziani, poiché il Natale è sempre incontro tra uomo e Dio, un miracolo che si realizza nella storia ancora oggi, nei volti e nella sofferenza delle tante persone che incontriamo ogni giorno”. Ricorda come “non è stato un anno facile per l’Irpinia, cresce il disagio e insieme al disagio il fenomeno della migrazione, che coinvolge soprattutto i giovani. Fanno fatica a vedere in Irpinia una terra dove immaginare il loro futuro. Insieme ai vescovi delle aree interne, attraverso momenti di confronto tra diocesi di tutta Italia, cerchiamo di mantenere alta l’attenzione sui territori marginali, manifestando una prossimità reale alla gente. I primi frutti del nostro impegno sono legati innanzitutto alla rinnovata attenzione alle aree interne nel dibattito politico ma c’è bisogno di altro per restituire un futuro a queste terre”. Ribadisce come “è fondamentale promuovere ogni giorno con le nostre vite, nelle nostre comunità, il valore della pace. Un valore che continua ad essere oltraggiato”. Non smette di sperare Melillo “Segnali di speranza ci sono anche nella nostra Irpinia ma devono arrivare soprattutto dalla società, i giovani devono comprendere che restare è possibile”. Più volte in piazza al fianco degli operai che manifestavano in difesa della loro dignità e del loro futuro, ribadisce la centralità dell’occupazione per le nostre terre “Il lavoro è espressione, come sancito dalla Costituzione, della dignità di ogni uomo e va difeso in tutti i modi. Il futuro dell’Irpinia non può prescindere da investimenti sul lavoro”. Ricorda, infine, il significato del cammino giubilare che ha coinvolto la comunità, senza distinzione di età o di fasce sociali: “Un percorso di riconciliazione e perdono che ha visto protagonista la realtà ecclesiale in numerosi momenti di preghiera e pellegrinaggio a Roma. E’ stata l’occasione per riscoprire la forza profonda della fede”.
Un messaggio rilanciato dal vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi Pasquale Cascio “Dal Natale arriva sempre un messaggio di speranza, ancora di più in un tempo difficile come quello in cui viviamo. Siamo chiamati a fare nostro il gesto di Maria, accogliendo Gesù nella mangiatoia, un gesto che rivive nell’abbraccio ai fratelli e alle sorelle più deboli. Un messaggio di speranza che proviene anche dai tanti segnali incoraggianti che ci consegna, ogni giorno, il territorio, a partire dal rinnovato fervore della fede tra i giovani, che si carica di un valore forte nell’anno giubilare. Un fervore che si affianca alla constatazione di una più forte tenuta morale delle famiglie, come a voler richiamare l’unità della Sacra Famiglia”. Sottolinea l’impegno costante della comunità per riscoprirsi unita: “E’ stato un anno segnato dal cammino sinodale, così da consentire alla Chiesa di mettersi in ascolto del territorio. Un cammino che si affianca all’impegno che portiamo avanti noi vescovi delle aree interne in difesa dei territori, contro spopolamento ed emergenze sociali”. Ribadisce come ”Il nostro è stato un impegno di sensibilizzazione delle istituzioni, perché non dimenticassero che il problema esiste e va affrontato. Un impegno a cui si è affiancata un’azione costante per i incoraggiare i giovani a restare, a credere nella propria terra, a non abbandonarla, ma è chiaro che bisogna creare le condizioni perché ciò possa accadere. Non parlo solo di lavoro. E’ importante creare luoghi in cui le nuove generazioni possano stabilire relazioni sociali autentiche, capaci di restituire un senso alle loro vite. Peccato che ad oggi le risposte dei governi siano state ancora parziali, inadeguate al carattere dell’emergenza che viviamo. Si tratta di risposte che hanno dimostrato di non tenere conto delle specificità e delle risorse dei territori che possono rappresentare una ricchezza”.



