di Virgilio Iandiorio
Lo chiamano limite di sopportazione, e ognuno di noi ha la sua soglia di sopportazione oltre la quale non riesce proprio ad andare. Fatto sta che il non più tollerare situazioni che ci mettono a disagio non scaturisce da eventi catastrofici, drammatici, ma il più delle volte da eventi, episodi di scarsa rilevanza. Per questo motivo la nostra brusca interruzione sembrerà agli occhi degli altri poco comprensibile, anzi assurda e sconsiderata.
A Manocalzati, il comune dove io vivo, la sopportazione sembra stare di casa. Se nessuno si lamenta, vuole dire che le cose vanno bene. Perché dovremmo discutere del Piano regolatore (PUC) approvato dalla giunta comunale otto mesi fa? Meno sai e meglio stai. Chiusa la scala pedonale, utilissima per recarsi al paese di sopra? Non fa niente. L’edificio scolastico è in ricostruzione da anni? Diamo tempo al tempo.
Il 17 agosto scorso è avvenuto il fatto che ha fatto superare il limite di sopportazione. E’ stata pubblicata l’ordinanza Sindacale n.° 05/2026 disciplina della circolazione dei velocipedi e dello svolgimento delle attività ludiche nell’area pedonale di Piazza F. Sullo.
E’ accaduto quello che accadeva anche più di mezzo secolo fa in piazza del Seggio, unico spazio nel paese, dove i ragazzi giocavano a pallone. Gli alterchi con gli inquilini delle case a piano terra che avevano davanti all’ingresso vasi con fiori, erano abituali. Il più delle volte si smetteva di giocare o per stanchezza o perché il pallone era stato requisito dalla guardia municipale.
L’ordinanza:” Intera area della Piazza: area pedonale di fruizione generale; L Zona A – Area destinata prevalentemente e non esclusivamente alle ludiche con pallone; attività + Zona B – Fascia di rispetto dalle abitazioni e della fontana, nella quale il gioco del pallone non è consentito.
Questo della delimitazione delle aree della piazza ha fatto superare il limite di sopportazione dei cittadini. Manco se fossimo ritornati a Berlino e il ssuo muro Domenica sera 23 agosto Flash mob nella piazza incriminata. Non si erano mai visti tanti ragazzi insieme. Notevole la partecipazione delle madri. Un evento veramente significativo, che dà la svegli ad un paese che sembra destinato ad un sonno profondo.
Giovedì 27 agosto scorso il sindaco, dott. Pasquale Tirone, in una intervista a Il Mattino ha cercato di giustificare il suo operato. Ma i partecipanti del Flah mob nel manifesto affisso qualche giorno dopo si chiedono:” Nel giustificare la sua decisione di porre il divieto di giocare, perché di questo si tratta, ha descritto con tanta fantasia ed enfasi, situazioni al limite della realtà: signore costrette a letto per parecchi giorni perché colpite da un pallone, liti continue, questioni esasperate a tal punto che hanno rischiato di richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Lei non ha descritto la piazza, la nostra piazza, ma il far west e solo per sentito dire”.
Evidentemente il sindaco non pensava di suscitare tanto interesse. Era convinto che tutto sarebbe finito come quando decise pochi anni fa di cambiare l’intitolazione della piazza non più a John Ciardi, come stabilito dall’amministrazione Ciampi nel 2000, ma a Fiorentino Sullo. La cosa passò sotto silenzio, anche perché Ciardi era un poeta, e i poeti possono solo dare versi e parole.
C’è da notare che nell’ordinanza sindacale si legge:” All’interno della piazza è altresì presente una fontana caratterizzata dalla presenza di elementi decorativi in maiolica, di particolare pregio e delicatezza, suscettibili di essere danneggiati da urti e colpi accidentali provocati dal pallone”. E così continua:” la salvaguardia della fontana e delle relative decorazioni in maiolica costituisce interesse pubblico, anche in considerazione della necessità di preservare il patrimonio e il decoro urbano da danneggiamenti che potrebbero comportare costi di riparazione e di ripristino a carico dell’Amministrazione comunale e, conseguentemente, della collettività”.
Quanto siano interessanti queste maioliche ce lo dice l’interesse che il pubblico manifesta. Non le guarda nessuno. E la fontana? Inavvertibile.



