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Nel centrodestra accordo sulla legge elettorale: via i collegi uninominali

Nel centrodestra è stato raggiunto un primo accordo su una bozza di legge elettorale. Si tratta di uno schema di massima: restano ancora alcuni nodi da sciogliere.

Gli sherpa della maggioranza, Giovanni Donzelli per Fratelli d’Italia, Roberto Calderoli e Andrea Paganella per la Lega, Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio per Forza Italia, sono al lavoro.

Ora la decisione finale spetta ai leader, prima che la riforma venga tradotta in un testo di legge da approvare, secondo il centrodestra, nel più breve tempo possibile.

L’obiettivo dichiarato della nuova legge è “garantire stabilità”: il sistema, già ribattezzato Stabilicum, andrebbe a sostituire il Rosatellum.

È prevista l’abolizione dei collegi uninominali e l’introduzione di un sistema proporzionale con un “premio di governabilità” per la coalizione che superi il 40% dei voti. A essa verrebbero assegnati 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, confluiti in un listone di coalizione suddiviso in circoscrizioni elettorali alla Camera e su base regionale al Senato.

Sulla nuova scheda comparirebbero al posto del nome del candidato nel collegio uninominale i nomi indicati dalla coalizione per ciascuna circoscrizione, con sotto le liste dei partiti collegati.

Non c’è però ancora un’intesa sul metodo di elezione dei parlamentari collegati alle liste di partito. La Lega chiede il listino bloccato, mentre Fratelli d’Italia sarebbe favorevole all’introduzione delle preferenze. Su questo punto gli alleati – Forza Italia, Lega e Noi Moderati – restano scettici. Tra le richieste del partito della premier vi sarebbe inoltre l’aumento dei collegi plurinominali di Camera e Senato: da 49 a 58-60 nel primo caso e da 26 a oltre trenta nel secondo. L’obiettivo sarebbe quello di avere listini bloccati più corti, nell’ipotesi in cui le preferenze non venissero introdotte. Al momento, tuttavia, la configurazione resterebbe invariata.

Del Rosatellum verrebbero mantenute le pluricandidature, l’alternanza uomo-donna sia nelle liste proporzionali sia nei listini circoscrizionali e l’obbligo di candidare almeno il 40% di ciascuno dei due sessi

I due nodi sono stati rimessi al tavolo dei leader: spetterà infatti a Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi scioglierli in un vertice che dovrebbe essere convocato a breve e che sarà decisivo per l’ok definitivo alla riforma.

C’è invece pieno accordo sull’obbligo di indicare nel programma di coalizione il candidato alla premiership, da proporre poi al Presidente della Repubblica. Il testo della riforma – si apprende – potrebbe essere depositato in Parlamento già all’inizio della prossima settimana. “Il grosso del lavoro è stato fatto, ora spetta ai leader mettere il sigillo alla riforma”, riferisce uno degli esperti che segue da vicino il dossier.

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