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Noi di Centro, Gino Iannacce: “Mastella il mio naturale approdo politico. Aree interne? Un nuovo modello di lavoro e servizi”

“Mastella rappresenta per me un approdo naturale, perché la sua è un’area di centro all’interno del campo progressista. E io provengo da un’esperienza di ispirazione democristiana, quindi la candidatura con Mastella è la naturale prosecuzione del mio percorso politico”.

Gino Iannace, fratello di Carlo Iannace, è in campo con la lista Noi di Centro, ispirata da Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Cosa vuole fare Gino Iannace per l’Irpinia?

Il problema più grande delle aree interne è lo spopolamento: i giovani vanno via, gli anziani restano soli e senza servizi. Dobbiamo affrontare queste sfide in modo concreto, ripensando un nuovo modello per servizi e lavoro.

Cosa fare per i giovani?

I giovani se ne vanno, soprattutto dal Sud, perché non trovano un contesto sociale adatto alle loro esigenze. Le zone interne, purtroppo, sono diventate dei dormitori pubblici: bisogna dirlo con onestà. I giovani hanno bisogno di speranza, di sogni, di opportunità, di poter costruire un futuro dignitoso. Quando non siamo in grado di offrire loro queste prospettive, è naturale che cerchino altrove il proprio futuro. Il nostro compito è restituire loro fiducia e motivazione, creando le condizioni per restare.

Parliamo di infrastrutture

Tolto il tratto autostradale costruito negli anni ’60, poco o nulla è stato fatto. Senza infrastrutture, senza strade moderne, senza ferrovie efficienti, non può esserci sviluppo.
Serve una nuova ferroviaria che colleghi Avellino con il resto della Campania, e serve ammodernare le strade esistenti: non possiamo vivere in una zona in cui la viabilità è rimasta ferma a cinquant’anni fa. Il trasporto ferroviario è fondamentale: la maggior parte delle merci viaggia sui binari, e se trascuriamo questa rete rischiamo davvero di “perdere il treno dello sviluppo”.

L’Irpinia, purtroppo, ha ricominciato a tremare, riaccendendo l’attenzione sul problema dei terremoti e delle infrastrutture. Cosa ne pensa?

Il problema è che i cittadini hanno la memoria corta. Viviamo in una zona sismica e con i terremoti bisogna convivere. Ci siamo risvegliati bruscamente nel 1980, con il grande terremoto, ma già il giorno dopo molti hanno dimenticato che il rischio sismico è una realtà quotidiana. Noi viviamo su una faglia: dobbiamo accettarlo e imparare a gestire la situazione. Non bisogna avere paura, ma imparare a “domare” questa forza della natura.
Come si dice: o cavalchi la tigre, o la tigre ti mangia. Noi dobbiamo imparare a cavalcarla.

Il 23 e 24 novembre si va al voto. Qual è il suo appello agli elettori?

Il mio appello è semplice: scegliete con serenità chi vi deve rappresentare. Scegliete chi ritenete più giusto e più credibile per questo compito. Io ci metto la faccia, l’impegno e la passione, e vi assicuro che non tradirò mai la vostra fiducia.

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