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Ode alla natura, il Respiro della terra conquista l’anima

Primo appuntamento della Rassegna “Letture, Natura e Sapori in Festa” alla Tenuta Ippocrate a Montefredane

di Rosa Bianco

Il respiro della terra conquista l’anima: il successo di “Ode alla Natura”, primo appuntamento della Rassegna “Letture, Natura e Sapori in Festa” alla Tenuta Ippocrate a Montefredane

C’è stato un tempo, in un angolo quieto della verde Irpinia, in cui il presente si è fatto ascolto e la terra ha ripreso a parlare il linguaggio dell’anima. È accaduto ieri pomeriggio, presso la Biblioteca della cucina del benessere della Tenuta Ippocrate, quando il respiro collettivo si è fatto più lento, più profondo. Lì, nell’intimità di una collina che conosce i silenzi delle stagioni, ha avuto luogo “Ode alla Natura”, il primo evento della rassegna Letture, Natura e Sapori in Festa, che non ha solo celebrato la natura, ma ha compiuto un gesto di riconciliazione con essa.

In un’epoca affamata di velocità, “Ode alla Natura” ha rappresentato una pausa necessaria, un ritorno a un’origine dimenticata. Si è fatto spazio a un pensiero diverso, lento, radicato: un pensiero che non misura la vita in produzione o consumo, ma in presenza, in cura, in relazioni autentiche tra corpo, territorio e spirito.

Ad aprire questo momento sospeso, Antonella Perrino, tenutaria della Tenuta, insieme al marito dott. Rocco Fusco, che qui dirige il centro medico “La Salute”, in un contesto dedicato al benessere e alla prevenzione, ha condiviso con profonda consapevolezza le virtù invisibili delle erbe aromatiche del giardino officinale. Come un’antica custode della saggezza verde, ha fatto annusare mazzetti odorosi di lavanda, melissa, menta, timo e rosmarino, restituendo ai partecipanti la memoria olfattiva della terra incontaminata. Ha offerto una tisana rilassante, calda e fragrante, non come semplice bevanda, ma come gesto di cura, atto simbolico di comunione. In quell’atmosfera colma di fragranze antiche, ci siamo preparati all’ascolto della parola poetica.

E la parola ha parlato, nella voce delle poetesse irpine Monia Gaita, Maria Ronca, Agostina Spagnuolo, Antonietta Gnerre, che non hanno recitato versi, ma hanno evocato visioni, attraversato l’invisibile della poesia. Le loro parole hanno tracciato sentieri interiori, hanno chiamato al risveglio di una coscienza ecologica e spirituale altissima.

Particolarmente toccante è stata la scelta di leggere il brano dedicato a San Francesco tratto dall’enciclica Laudato si’, affidata alla voce intensa e profonda di Elisabetta Iannaccone. Questa lettura non è stata un semplice omaggio letterario, ma un gesto colmo di significato, un tributo a papa Francesco e alla sua instancabile opera di sensibilizzazione ecologica e spirituale. Attraverso le parole dell’enciclica, che pongono San Francesco come esempio supremo di amore integrale verso il creato, si è potuto avvertire con forza la consonanza tra spiritualità e responsabilità ambientale. Nella lettura vibrante di Elisabetta Iannaccone, ogni parola è divenuta invocazione, richiamo alla fraternità universale, alla sacralità della Terra, alla bellezza di ogni creatura. Il testo, già denso di significati teologici e morali, ha trovato un’eco emotiva e interpretativa di rara intensità, tanto da trasformare l’ascolto in un’esperienza quasi mistica, capace di unire cuore, intelletto e coscienza. È stato un momento alto e necessario, in cui l’arte della lettura si è fatta tramite di una rivelazione: quella di una fede che abbraccia la natura non come bene da sfruttare, ma come sorella da custodire.

Le opere pittoriche di Simona Maietta non sono state semplice ornamento, ma frammenti di un’epifania visiva, in cui la luce, i simboli e la memoria del paesaggio irpino hanno sussurrato all’anima. Le note della chitarra classica di Mayumi Ueda, guidate dalla sensibilità del Maestro Nadia Testa, presidente dell’Associazione musicale Igor Stravinsky, hanno vibrato come un pensiero sottile, una meditazione sonora che ha accompagnato l’esperienza poetica come un respiro invisibile tra le parole.

Ma non solo l’anima ha trovato alimento: anche il corpo ha partecipato alla celebrazione. Con il buffet della Cucina del Benessere, preparato dalle mani sagge e esperte dell’executive chef Aldo Basile si è vissuto un rituale del gusto che non ha nutrito solo la fame, ma la consapevolezza. Ogni ingrediente, scelto secondo stagionalità e biodiversità, ha parlato di armonia, di equilibrio, di un sapere gastronomico che cura e rispetta. In ogni assaggio si è rivelato un sapere antico, rivestito di nuova coscienza.

In questo incontro, non si è solo celebrato un evento: è nata una comunità. Una comunità silenziosa e profonda, fatta di persone che hanno riconosciuto nella bellezza, nella lentezza, nella cura del dettaglio e nella gratitudine per la terra il vero benessere. Si è riscoperto che vivere non è solo esistere, ma abitare poeticamente il mondo, con occhi che vedono e mani che rispettano.

“Ode alla Natura” è stato un atto filosofico, prima ancora che culturale. Un manifesto di senso, un invito a sottrarsi alla distrazione del mondo per ritrovarsi, finalmente, nella pienezza dell’essere. In un mondo che misura il valore in velocità e profitto, questo evento ci ha ricordato che la vera ricchezza è nel legame, nella lentezza, nella cura.

La Tenuta Ippocrate è diventata tempio del ritorno: alla natura, al corpo, all’altro, a sé. E la Biblioteca della cucina del benessere ha respirato con noi, come un cuore antico che continua a battere nel ritmo segreto della terra.

Perché la bellezza che salva, ancora oggi, profuma di timo, suona come un’arpa silenziosa e cammina scalza sui sentieri della poesia.

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