Il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, le distanze fisiche dai presidi sanitari e la persistente carenza di medici di famiglia mettono a dura prova i modelli assistenziali tradizionali. Su queste sfide si concentra il quinto Congresso Interregionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) Basilicata-Puglia, in programma il 2 e 3 ottobre presso l’UNA Hotels MH Matera, dal titolo “Oltre le città invisibili. Identità, complessità e medicina delle differenze nelle cure primarie”.
Guidato dai presidenti Mariagiovanna Amoroso (Segretario SIMG Puglia), Antonio Pompeo Coviello (Segretario SIMG Basilicata) e Alessandro Rossi (Presidente SIMG Nazionale), insieme a un comitato scientifico composto tra gli altri da Tecla Mastronuzzi, Vito Celano, Gaetano Giorgio D’Ambrosio e dal vicepresidente nazionale Ignazio Grattagliano, l’appuntamento fa il punto su due contesti regionali accomunati dalla necessità di ripensare l’assistenza di prossimità.
In Puglia, dove la popolazione sfiora i 3,86 milioni di residenti ma mostra un trend di costante calo demografico, si stima che la quota di over 65 passerà dal 24,7% al 27,7% tra il 2025 e il 2030. Un cambiamento profondo, a cui si sommano l’impatto dei flussi migratori e le marcate disparità geografiche tra grandi città, aree rurali, Gargano, Subappennino Dauno e Sud Salento. In questa complessa geografia, la riforma della sanità di territorio richiede modelli flessibili. Come evidenzia Mariagiovanna Amoroso, le Case di Comunità non possono ridursi a semplici contenitori, ma necessitano di contenuti condivisi con la medicina generale: ambulatori per la cronicità, integrazione con le Aggregazioni Funzionali Territoriali, personale infermieristico e amministrativo di supporto, diagnostica di primo livello e una spiccata attenzione alla medicina di genere e delle differenze, capace di intercettare i bisogni di chi rischia l’emarginazione dai percorsi di cura.
La situazione si fa ancora più complessa in Basilicata, dove il territorio deve fare i conti con un accentuato spopolamento, piccoli comuni e ampie aree ultraperiferiche. Secondo le stime della SIMG regionale, a fronte di un fabbisogno teorico di 402 medici di medicina generale ne risultano operativi soltanto 330, con uno scoperto del 18% aggravato dalla scarsa adesione al corso di formazione specifica, che conta appena 20 iscritti su 50 posti disponibili. In questo panorama, il segretario Antonio Pompeo Coviello sollecita interventi straordinari per attrarre professionisti nelle aree interne, investire sulla telemedicina e rendere le Case di Comunità luoghi di reale presa in carico dei pazienti fragili. Coviello solleva inoltre forti perplessità sul ticket di 2,50 euro a ricetta introdotto dalla Giunta regionale lucana, definendolo una misura penalizzante per gli anziani e i malati cronici a basso reddito, ribadendo che la sostenibilità del sistema deve basarsi sull’appropriatezza e non sul trasferimento dei costi sui cittadini più vulnerabili.
In questo quadro di forte trasformazione, il vicepresidente nazionale Ignazio Grattagliano e il presidente SIMG Alessandro Rossi richiamano la necessità di rimettere al centro il ruolo scientifico e relazionale della medicina generale. Per garantire la sostenibilità dell’intero sistema sanitario, la professione va dotata di strumenti diagnostici, autonomia e forme organizzative a rete, così da valorizzare il rapporto di fiducia continuativo che lega il medico di famiglia alla comunità e rendere la medicina territoriale attrattiva per i giovani medici.

