L’ex ministro dem Andrea Orlando torna ad attaccare il governo sulle politiche economiche per il Sud. Al centro delle sue dichiarazioni, i tagli ai fondi destinati al Mezzogiorno e l’atteggiamento definito “inerte” del centrodestra campano, accusato di accettare senza proteste una linea che penalizzerebbe la regione.
“Il centrodestra campano sui tagli è assolutamente silente – afferma Orlando – ma sa bene che tutti i tagli valgono come contributo al Ponte dello Stretto, un’opera inutile che risucchierà le risorse del Mezzogiorno”.
Parole dure, che si inseriscono nel dibattito politico aperto dopo le ultime rimodulazioni di bilancio e i tagli agli investimenti destinati alle regioni meridionali.
L’ex ministro del Lavoro sottolinea come, “con buona pace di Edmondo Cirielli e del centrodestra”, la Campania stia dimostrando di saper cogliere le opportunità di crescita e non meriti un ridimensionamento dei fondi: “Dai dati risulta l’unica regione che potrebbe crescere di più, anche in un contesto economico internazionale. Quindi servirebbe investire, non il contrario”.
Orlando chiude con una battuta amara rivolta al ministro della Cultura: “Sangiuliano dice che vuol fare grande Napoli ‘again’, copiando Trump, ma Napoli è sempre stata grande. Basterebbe che il governo se ne accorgesse”.
Le parole del deputato dem riaccendono così lo scontro politico tra maggioranza e opposizione sul futuro economico del Sud e sul nodo, sempre più divisivo, del Ponte sullo Stretto.

