Una richiesta di documentazione, a partire dall’atto di proprietà della struttura contesa tra padri francescani e Comune di Montella. Quello chiesto dall’ASL di Avellino all’ente per far ripartire i lavori. E’ quanto emerso dal tavolo convocato a Palazzo di Governo dal prefetto di Avellino Rossana Riflesso per mediare tra i padri francescani, presenti con padre Claudio Joris e il Comune di Montella.
Il sindaco Rizieri Rino Buonopane conferma la disponibilità al dialogo, ma non arretra sulla titolarità del bene. «L’incontro è stato molto partecipato — ha dichiarato —. Non mi aspettavo che Sua Eccellenza il Prefetto, in maniera molto disponibile come sempre, avesse organizzato un momento di confronto così ampio».
Ma il punto che tiene fermo il cantiere è un altro. Ed è formale. La direttrice generale dell’ASL di Avellino, Maria Concetta Conte, lo mette nero su bianco:
«I lavori ripartiranno non appena il Comune avrà risposto a una nota che ho inviato su richiesta della Regione. All’ASL dovrà essere fornita copia dell’atto di proprietà o di qualsiasi tipo di rapporto giuridico relativo al bene. Sarà quello il momento in cui i lavori riprenderanno».
Dal tavolo, spiega, sono emersi due elementi chiari: «Dal tavolo emergono due punti principali. Primo, non si può ripartire se non si riceve la risposta da parte del Comune all’ASL. Quindi, per riprendere i lavori, bisogna attendere quella risposta. Questo è il dato rilevante per l’ASL, mentre gli altri argomenti sono di competenza del Comune e dei frati».
Senza atti che provino la proprietà o un titolo giuridico valido, la Regione non può procedere.«Se il Comune non mostra gli atti che provano la proprietà, il problema si risolverà automaticamente. La Regione ha bisogno di questi documenti per procedere. La Regione ci ha richiesto di acquisire materiale conoscitivo, quindi è assolutamente necessario. Se la questione di proprietà sarà risolta, i lavori riprenderanno».



