Un parco auto messo a disposizione di un’associazione per delinquere specializzata nella commissione di una lunga serie di reati: dall’intestazione fittizia delle auto stesse ai furti. Con questa accusa i carabinieri di Avellino hanno arrestato otto persone: una in carcere, sei ai domiciliari e una con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I militari dell’Arma di Avellino hanno così dato esecuzione ad un provvedimento del gip del tribunale di Avellino, che ha disposto l’applicazione di otto misure cautelati personali nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, allo stato delle indagini, gravemente indiziati del reato di associazione per delinquere analizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la fede pubblica e contro il patrimonio.
L’attività investigativa, avviata in seguito ad un furto commesso nella provincia di Benevento ed approfondita grazie anche alla messa in onda di un servizio televisivo trasmesso da un noto programma satirico relativo al fenomeno delle intestazioni fittizie di veicoli, ha permesso di ricostruire, allo stato delle indagini, un sodalizio
criminale che, previa induzione in errore di un pubblico ufficiale del Pra. riusciva ad ottenere l’illecita intestazione di circa duecento veicoli a fittizie attività di commercio di autovetture, riconducibili a due componenti dell’associazione. I veicoli venivano poi messi a disposizione di soggetti appartenenti o orbitanti in contesti criminali, i quali traevano ingiusti profitti (derivanti dai mancati pagamenti dei passaggi di proprietà, delle coperture assicurative e delle tasse di proprietà, nonché delle contravvenzioni al Codice della Strada, delle revisioni periodiche e dei pedaggi stradali) oppure li utilizzavano per la commissione di ulteriori delitti.
Le indagini, condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria aliquota Carabinieri di questa Procura, sia tramite le acquisizioni documentali presso uffici pubblici, i servizi di osservazione, le analisi di dati informatici ed i profili social, le intercettazioni telefoniche e telematiche, che da un’articolata attività di raccolta di informazioni testimoniali, ha permesso di disvelare oltre alle condotte illecite delineate, anche il reato di truffa aggravata ai danni dell’Erario, della Regione e della Provincia, per un ammontare complessivo stimato in circa 140mila euro.
Le attività in questione si inseriscono nel quadro più ampio di peculiari iniziative investigative avviate da questa Procura della Repubblica di Avellino, unitamente all’Arma dei carabinieri di Avellino, volte a manifestare l’assiduo impegno profuso nel contrasto di tali fenomeni, con l’obiettivo di scongiurare, non solo il ripetersi di analoghe condotte, ma soprattutto il radicarsi di gruppi criminali.



