Mercoledì, 9 Settembre 2026
02.23 (Roma)

Ultimi articoli

 

Anche l’ultima direzione del Pd ha confermato che le promesse a futura ,memoria, le minacce e gli appelli non sono ormai che le manifestazioni di un dialogo tra sordi.
*****
In quella sede sembra infatti essersi consumata buona parte della residua fiducia (ormai molto poca!) tra il premier-segretario e la minoranza interna. Tra parti in conflitto che non riescono neppure a firmare un duraturo cessate il fuoco per aprire delle serie trattative di pace, quando viene meno l’indispensabile requisito della fiducia reciproca, le residue speranze di raggiungere una composizione sono ridotte al lumicino. E ormai la guerra interna dura da troppo tempo. La minoranza di sinistra continua a lamentare (Bersani dixit) innanzitutto la mancanza di rispetto politico e la maggiore considerazione attribuita addirittura a parti dell’opposizione (leggasi Berlusconi). Denuncia il disegno del premier di spostare l’asse del partito verso il centrodestra per conquistare fette smarrite di quell’elettorato. E sottolinea la mancanza di volontà politica seria di accogliere le richieste della sinistra interna di modificare l’Italicum. Renzi, dal canto suo, sembra essersi definitivamente convinto della determinazione della minoranza dem di fare richieste al solo scopo di metterlo in difficoltà e di mantenere una guerra di trincea. Insomma, ogni parte sembra prigioniera delle propri posizioni come in un labirinto da cui non riesce ad uscire.
*****
Certo, anche la minoranza dem ha la sua parte di responsabilità. Forse era comprensibile l’iniziale sbigottimento di molti suoi esponenti rispetto a un Pd renziano improvvisamente appiattito sulle posizioni di Confindustria e lontano dai lavoratori. Eppure ha manifestato troppe divisioni interne. Superate spesso solo a prezzo dell’assenza, cioè uscendo dalle aule parlamentari al momento del voto. Le sue incertezze tattiche l’hanno portata a votare per ben tre volte la riforma in cambio di (future) modifiche alla legge elettorale. Tuttavia, le sue colpe sono più nell’essersi fatta infinocchiare da Renzi e che non – almeno per una lunga fase – per l’esistenza di un disegno di affossare qualunque tentativo di riforma. Quindi, considerato il suo ruolo minoritario, colpevole più per omissioni che per azioni effettivamente sabotatrici. Il premier, invece, è gravemente responsabile di esser passato più e più volte da una opinione all’altra, facendo voli come sulle montagne russe. Prima si è attestato sulla linea del no assoluto a qualunque modifica all’Italicum. Poi per mesi ha fatto promesse che non ha mantenuto. Ha lasciato anche passare il dibattito alla Camera senza alcuna novità, facendo approvare dalla maggioranza una mozione a dir poco ridicola, che non indicava alcuna direzione di marcia per le modifiche.
*****
Perfino nelle ultime settimane, aveva prima assicurato che sull’Italicum avrebbe preso una iniziativa entro la fine di ottobre. Però già il giorno dopo ha dichiarato che avrebbe atteso le proposte degli altri, rimangiandosi tutto. La conseguenza è che diventa difficile, per qualunque interlocutore, credergli. E per i normali cittadini tener conto di quale siano davvero gli intendimenti del premier è davvero un esercizio quasi impossibile. Anche nella direzione Pd, del resto, se realmente avesse voluto, avrebbe potuto assumere subito l’iniziativa di un disegno di legge con l’impegno di farlo approvare almeno da una delle due Camere prima del referendum. Invece ha preferito promettere ancora una volta aria fritta, che è la cosa che gli riesce di più, sapendo che comunque dopo il 4 dicembre la Corte costituzionale si pronuncerà sull’Italicum. E che il Parlamento sarà costretto a rioccuparsi di leggi elettorali!
*****
Con i suoi giochini tattici e gli atteggiamenti disinvolti, al limite dell’irresponsabilità politica, il premier non ha fatto finora nulla davvero per arginare possibili divisioni nel suo partito. Soprattutto, è responsabile di aver voluto a colpi di fiducia una riforma condivisa sostanzialmente solo dalla maggioranza di governo. E perciò di aver imposto al Paese un referendum dannoso. Considerata la consistenza dei due schieramenti opposti, infatti, comunque finisca la vicenda, anche dopo ci sarà circa una metà del Paese che non si riconoscerà nella nuova Carta costituzionale. Una ulteriore divisone di cui non c’era davvero bisogno!
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Salta la prima udienza udienza del processo “Dolce Vita”. La ragione è legata ad una vicenda nazionale, ovvero la deliberazione…

La Protezione Civile della Regione, in considerazione delle valutazioni del Centro Funzionale sugli scenari meteorologici in atto e sulla loro…

Tragedia sfiorata questa mattina sulla linea della Circumvesuviana, nel tratto compreso tra le stazioni di San Giovanni e San Giorgio…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Sanità territoriale, resta aperta la questione della carenza dei medici di medicina generale. A sollevare nuovamente il problema è la segretaria generale della FpCgil Licia Morsa, che chiede all’ASL un confronto sull’organizzazione delle Case di Comunità e sulla reale disponibilità dei medici di base. «Si parla di medici di medicina...

“Prata Jazz nasce dalla passione di un gruppo di giovani per le sonorità jazz, dall’impegno instancabile della pro loco, dalla forte tradizione musicale del centro di Prata. Da allora la rassegna, alla sua ventesima edizione, promossa dalla pro loco, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. è diventata un punto di riferimento...

– di Mario Spagnuolo– Con l’arrivo del mese di settembre si è chiusa una finestra di calciomercato in cui l’Avellino ha lavorato incessantemente per migliorare ogni reparto della rosa. Anche nelle ultime ore il DS Mario Aiello non si è lasciato scappare l’opportunità di chiudere due trattative importanti per Alessandro...

Trasformare la sicurezza in pratica quotidiana. È la sfida lanciata questa mattina in occasione della presentazione, nella sede di Formedil Avellino ad Atripalda, del nuovo camper del progetto “Cantieri Sicuri”, realizzato insieme a Formedil Benevento Formazione e Sicurezza e Inail Campania. Un’aula mobile che raggiungerà direttamente i luoghi di lavoro,...

Ultimi articoli

Attualità

“Il contatto con Rodríguez è nato qualche settimana fa ma poi non se ne fece nulla. Oggi è uscita questa…

“Piove sulla città, ma si addensano nubi anche sull’amministrazione comunale di Avellino”. Così in un video l’ex sindaco, oggi consigliere…

Arriva dal consigliere comunale di Avelli o di Noi di Centro Gino Iannace una proposta per ridurre i disagi per…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy