E’ stato tra i più grandi interpreti della canzone italiana, conquistando il pubblico con successi entrati nella storia come Champagne, Roberta e Un grande amore e niente più. Si è spento all’età di 87 anni Peppino Di Capri, vincitore di tre Festival di Sanremo, capace di fondere rock e tradizione partenopea. Pianista raffinato, ha attraversato oltre sessant’anni di musica, riuscendo a parlare a generazioni diverse senza mai rinunciare al proprio stile.
Non riesce a trovare le parole Tullio De Piscopo “Prima notizia mattutina. Che dolore Peppino, amico di sempre, tu si’ ‘na malatia. Una di quelle che ti entrano nel sangue, che ti prendono il cuore e non ti lasciano più. Per me eri, sei e sarai sempre na ‘Malatia’, la nostra memoria storica, ambasciatore della musica italiana nel mondo. Oggi non riesco a trovare le parole, perché il dolore è troppo grande. Perdo un amico, un compagno di musica e di vita. “Abbiamo vissuto tante avventure insieme, addirittura oltre oceano: concerti, feste, pazzie, risate, notti che sembravano non finire mai. Ci siamo ritrovati a registrare dei dischi, a Sanremo, alla Gondola d’Oro, alla Festa del Napoli del primo scudetto e in tanti altri momenti che oggi mi tornano davanti agli occhi uno dopo l’altro. Ogni volta bastava guardarci, scambiarci una battuta o suonare poche note per ritrovare subito quella sintonia che ci univa da una vita.”
“Peppino Di Capri – spiega il Ministro della cultura Alessandro Giuli – continuerà a vivere nelle sue canzoni, patrimonio della nostra storia comune. La sua lunga carriera rappresenta una testimonianza preziosa della vitalità della cultura popolare italiana e della capacità della nostra musica di raccontare al mondo emozioni, identità e memoria”.
““Piango e ricordo con affetto Peppino di Capri. Un amico, un maestro della musica italiana.
“Il suo stile inconfondibile, le sue melodie con cui abbiamo ballato restano nella storia della musica italiana.
Spesso per puro spirito di amicizia e venuto a Benevento, partecipando gratis a manifestazioni di beneficenza.
Ciao Peppino, con affetto. La tua musica ci accompagnerà per sempre. Condoglianze sentite ai familiari”, così il sindaco di Benevento Clemente Mastella
“Il suo stile inconfondibile, le sue melodie con cui abbiamo ballato restano nella storia della musica italiana.
Spesso per puro spirito di amicizia e venuto a Benevento, partecipando gratis a manifestazioni di beneficenza.
Ciao Peppino, con affetto. La tua musica ci accompagnerà per sempre. Condoglianze sentite ai familiari”, così il sindaco di Benevento Clemente Mastella
A rendergli omaggio anche l’Irpinia, dove era stato ospite più volte, da Sant’Angelo dei Lombardi a Bellizzi, facendo registrare sempre il pienone. L’onorevole Gianfranco Rotondi sottolinea come “Peppino Di Capri, al secolo Giuseppe Faiella, é e resterà sempre un simbolo di Napoli e dell’Italia nel mondo . Gli artisti non muoiono mai. Oggi è un giorno triste per la sua bella famiglia e per chi gli ha voluto bene, mi metto tra questi. Peppino c’è sempre stato, per me e per la mia famiglia. Cantò al mio matrimonio in duetto con Silvio Berlusconi, e poi abbiamo fatto assieme feste e meravigliose campagne elettorali, specie nel Nord, dove è amatissimo. Ma non lo convinsi mai a candidarsi”.
Non nasconde l’emozione l’attore e imitatore Carlo Maria Todini “Ci lascia un grande artista, un precursore.
Colui che ha unito almeno tre generazioni musicali. Ecco, quando si parla della “Napoli Bene “ ti viene in mente Peppino Di Capri. Quando ascolto le sue canzoni mi vengono in mente tutte le persone che hanno fatto parte della mia giovinezza, da mio padre Stefano, Mamma, Lello e Tonia, Zia Lella. Il Negombo, Sant’Angelo, Forio e naturalmente l’isola dei faraglioni .Insomma con Peppino di Capri se ne va buona parte di quella Napoli spensierata, romantica, che ancora ballava in riva al mare ,quella Napoli elegante vestita con un pantalone bianco ed una camicia di lino, quella Napoli pulita che profumava di acqua marina. Peppino di Capri, una di quelle persone che quando l’ho conosciuta è stata esattamente come la immaginavo”.
“La sua morte chiude davvero una pagina significativa per quelli della mia generazione – spiega lo scrittore Michele Vespasiano – Era il cantante del sogno che può diventare realtà, di un amore che riempie la vita. Le sue canzoni, da “Champagne” a “Luna caprese”, sono state la colonna sonora di stagioni davvero memorabili. Erano le canzoni che si cantavano di sera sulla spiaggia o nei dopo cena di un tempo spensierato.
Ho avuto la ventura di conoscerlo e di ascoltarlo più volte. A Sant’Angelo nei concerti all’aperto (il primo ad un’affollata Festa dell’Unità del mitico Ciccillo Quagliariello) o nei memorabili veglioni di ferragosto che organizzavamo con gli amici de Il Dialogo, oppure nei night club, durante le vacanze ad Agropoli (il Sarracino, il Carrubo).
Ancora oggi, se chiudo gli occhi, sento l’aria di quelle sere d’estate, il profumo di mare mescolato al fumo delle sigarette, il sapore dei baci, le voci che si alzavano tutte insieme nel ritornello di “Roberta”.
Eravamo giovani e il mondo sembrava che ci appartenesse per davvero.
Peppino saliva sul palco con quel suo modo elegante e scanzonato insieme, e bastavano poche note per convincerci che l’amore, quello vero, quello che riempie la vita, fosse dietro l’angolo.
Oggi quelle piazze mandano nuove e per me incomprensibili musiche, quei locali forse non ci sono più, o sono irriconoscibili. Gli amici de Il Dialogo si sono dispersi per la vita, Ciccillo se n’è andato e le Feste dell’Unità di allora appartengono a un’Italia che non c’è più. Ma quando sento quella voce leggera che canta …io te vurria vasa’, che parla di champagne e di lune capresi, ecco che mi rivedo ancora lì, in mezzo alla folla o sulla pista da ballo, con il cuore che batte forte e il futuro che sembra infinito. No, non è solo nostalgia, è la certezza che, fosse solo per un attimo, abbiamo davvero vissuto qualcosa di bello.
Sei tramontato alla vita terrena, Peppino, ma la tua musica, le tue canzoni sono già consegnate all’eternità!”
Sulla pagina facebook di Camarillo Brillo ancora un omaggio a Di Caori “Se qualcuno dovesse chiedersi qual è stato l’artista che ha fatto nascere il maggior numero di amori nel nostro paese in 70 anni di musica e canzoni, non dovrebbe avere dubbi. Si è spento nella sua isola meravigliosa, addio a Peppino Di Capri”.
Non nasconde la sua emozione la giornalista Titty Festa “Peppino Di Capri cantava a Bellizzi e io andai al concerto con mia mamma. Fu bellissimo, una grande emozione condivisa con la persona che amo di più al mondo e che a lui è legata in modo profondo. Il cantante della sua gioventù, dell’amore, dei balli e del twist che mamma adora tanto ( papà,un po geloso, dice che l’unica foto in cui lei sorride è quella fatta con Peppino, incontrato per caso in un ristorante). Un gigante che solo con un pianoforte e luci soffuse incanto’ tutti in quella arena in cui già si avvertiva il fresco autunnale”.
A rendergli omaggio anche il regista Modestino Di Nenna “Con profonda commozione salutiamo Peppino Di Capri, una leggenda della musica italiana che, con la sua voce e le sue melodie senza tempo, ha saputo emozionare e accompagnare intere generazioni. Le sue canzoni continueranno a vivere nei nostri cuori, custodendo il ricordo di un artista straordinario e di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica” Riposa in pace, Maestro. Il tuo talento sarà per sempre immortale.
Monica Sarnelli ricorda come “era il 1986 avevo 20 anni quando entrai a far parte del coro del grande Peppino, quanti ricordi bellissimi, quanto ho imparato da te, grande professionista! …. un grande onore essere stata la tua vocalist per 10 anni meravigliosi!!! Grazie Peppino per quello che hai dato alla musica, per la tua professionalità, per la tua sensibilità di artista vero e appassionato alla musica, oggi con te va via un pezzo importante della mia vita …”




