«Diamo i numeri: tre anni di attesa, 4 ricorsi, 2 ricorsi per motivi aggiunti, 109mila euro di interessi su mutui non dovuti, 3 sentenze, 2 decreti, 5 fascicoli aperti alla procura della corte dei conti, 60 viaggi a Salerno, 100 riunioni almeno, costo incalcolabile, adesso la parola fine è arrivata, tutti zitti e buoni». Tra numeri e avvertimento finale, si riassume l’epilogo di una vicenda che ha fortemente condizionato gli ultimi anni. A parlare è il sindaco Nino Musto, che dà notizia della sentenza di giovedì 4 giugno con cui il Consiglio di Stato ha chiuso l’annosa querelle sul dissesto economico-finanziario dell’ Ente.
«Il Consiglio di Stato, come già avevo fatto il Tar, ha dato pienamente ragione alla mia amministrazione. Ogni tesi sostenuta dai vecchi amministratori è stata respinta con l’aggettivo “Infondato”. Uno smacco clamoroso per l’ex sindaco Belmonte. Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che Pietradefusi è un comune dissestato, senza se e senza ma». E’ questo il senso della lunga lettera che il sindaco ha pubblicato per spiegare nei dettagli la vicenda, in cui assegna alla precedente amministrazione Belmonte la responsabilità dei fatti, riassunti nelle parole sempre dell’attuale sindaco: «Il paese è stato ridotto ai minimi termini dalla “mala gestio” di Belmonte, durata per 15 lunghi anni. I debiti che ci hanno lasciato in eredità ammontano a più di 7.500.000,00 €. Con questa sentenza, si chiudono tre anni di cause e ricorsi infondati con le parole: Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciandosi sull’appello (proposto da Belmonte ed altri), come in epigrafe proposto, lo respinge».
«Ho taciuto, facendo anche violenza al mio carattere guascone, non ho mai risposto alle provocazioni, ho sempre ingoiato senza profferire parola verso le varie ricostruzioni della realtà fatte dai Cicero pro domo sua, che popolano una certa frazione del comune – continua a dire il sindaco – Ho assistito muto ai post sui social, ho sorvolato su volantini intrisi di livore personale e di delusione per il perduto potere e il danno economico ricevuto. Non dimentico di avere subito attacchi personali e professionali, orchestrati ad arte. Attacchi estesi anche ai miei amici e consiglieri…Ci vorranno 30 anni per ripianare il costo economico e sociale del dissesto scaturito da cotanta capacità politica ed amministrativa, sempre se “San Lucido” ci mette una buona parola. Lui da dietro la porta ci osserva e pesa meglio la valenza delle persone».
Musto dà appuntamento al 13 giugno per un’assemblea pubblica, «assemblea dove faremo una puntuale ricostruzione di quello che è accaduto sino ad oggi e di quello che accadrà da qui a breve».



