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Povertà, la sfida è ricostruire le comunità

La “Giornata mondiale dei poveri” istituita da Papa Francesco lo scorso anno con la lettera apostolica «Misericordia et misera» ha avuto puntuale riscontro sia a livello locale, dalle diocesi irpine, sia a livello regionale con l’incontro di tutte le Caritas campane, nella cattedrale di Cerreto Sannita, presieduto dal Cardinale Crescenzio Sepe, presidente della Conferenza Episcopale Campana. La diocesi di Avellino ha celebrato la giornata dei poveri con un significativo incontro, tenutosi giovedì scorso presso il Palazzo Vescovile con la partecipazione di Mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso, che ha svolto una toccante riflessione, di altissimo profilo sociopastorale, sul significato del dono e sulle diverse povertà del nostro tempo, da quella economica a quella relazionale, da quella educativa a quella professionale. “Ascoltare il grido dei poveri” – nucleo tematico della settimana della povertà – per i cristiani significa far seguire alla fase di ascolto, umile e sincero, quella ” dell’uscire” dalla propria casa, dai propri consolidati e quotidiani interessi, per raggiungere l’altro, il povero, con le proprie fragilità umane, economiche e sociali. A Cerreto Sannita, presenti tutte le delegazioni della Caritas diocesane della Campania, è stato presentato il Dossier regionale della povertà, frutto di un lavoro capillare di ascolto, monitoraggio ed elaborazione di una pubblicazione annuale, sulla base delle tante richieste di aiuto di persone che si sono rivolte ai servizi delle Caritas diocesane. Il dossier è la sintesi del lavoro di una pastorale integrata, condivisa dalle altre realtà ecclesiali: Migrantes, Famiglia, Sociale e del Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato. Da questo sforzo congiunto viene evidenziato che la Campania è una delle regioni più pesantemente colpite dalla crisi economica degli ultimi anni, con il più basso tasso occupazionale di lavoro femminile in Italia, 30,3%. La povertà educativa e il deficit di formazione professionale dei giovani campani annovera, altresì, la Campania agli ultimi posti della classifica nazionale. A fronte di questa preoccupante situazione la delegazione regionale ha ritenuto opportuno invitare al tavolo dei relatori il Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, il nostro comprovinciale Maurizio Petracca, per avere un riscontro concreto sulle prospettive progettuali in agricoltura – cooperazione sociale ed imprenditoriale giovanile – per la valorizzazione di alcune risorse locali di eccellenza – finanziate dal PSR (Piano Sviluppo Rurale Regione Campania 2014-2020) già in via di realizzazione proprio con l’impulso progettuale di alcune Caritas diocesane. Nel corso del suo apprezzato intervento Maurizio Petracca ha evidenziato che il livello di utilizzo concreto dei fondi europei, nel comparto agricolo, colloca la Campania al secondo posto, dopo la Lombardia, nella classifica, in materia, delle regioni italiane. A riguardo, ha concluso Petracca, il risultato positivo raggiunto è frutto di una inversione di tendenza programmatica diversa che valorizza la più efficace presenza del privato sociale, sia nella progettazione che nella puntuale realizzazione dei percorsi progettuali del comparto. In questo sforzo sinergico tra livelli istituzionali, realtà associative dei territori campani, presenza attiva e competente dei tanti giovani impegnati nelle Caritas diocesane, con il desiderio di spendere la propria rilevante professionalità all’interno di iniziative che valorizzano il tessuto socioeconomico della loro terra d’origine, emerge un concreto contributo di crescita dei livelli occupazionali giovanili, anche se di modeste dimensioni. L’intervento conclusivo del cardinale Sepe, ha evidenziato la necessità di una cooperazione permanente tra Caritas diocesane, Pastorale Sociale e del Lavoro e livelli istituzionali locali per costruire seriamente risposte concrete al disagio, alla solitudine e alla dipendenza telematica dei giovani. Frattanto, va sottolineato che il dato positivo dell’evento ecclesiale campano è costituito da una condivisa e valida idea progettuale per creare lavoro dignitoso per la crescita integrale della persona, presupposto essenziale per ricostruire una comunità coesa ed accogliente.

di Gerardo Salvatore edito dal Quotidiano del Sud

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