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Prebenna e la Divina Commedia al Goleto

Sarà dedicato alla poesia della Divina Commedia il convegno in programma il 2 luglio. A parlarne sarà il prof. Nicola Prebenna, appassionato divulgatore del Sacro Poema, al quale ha anche dedicato un saggio dal titolo “Incontro con Dante / Libertà va cercando”, edito da Prometheus Edizioni, Milano. Il tema del convegno è “La Divina Commedia – Poema del cammino dentro e fuori”.

E’ lo stesso Prebenna a spiegare come “Il poema vuole essere la rappresentazione di un viaggio che è prima di tutto esperienza personale, che si fa poi figura di un viaggio che interessa ogni uomo singolarmente considerato e tutta la comunità in cui l’esperienza umana si realizza e si invera. Il viaggio al quale Dante dà vita è un cammino di conversione, di sganciamento da tutto ciò che gli impedisce di elevarsi alla pratica del bene e del godimento pieno della felicità, che consiste nel raggiungimento di Dio, da cui tutto ha avuto origine ed a cui tutto ritorna. A meno che lui e con lui ogni uomo non si lascino sedurre dalle malie del male, dell’egoismo, dell’attaccamento ai beni materiali. Ciò che il poeta descrive dei tre regni oltremondani non è altro che la rappresentazione della catarsi, del processo in cui è coinvolta la volontà del poeta che, presa coscienza del male, se ne allontana e, dopo aver cominciato a gustare la bellezza del bene, si rende degno di conquistare il pieno possesso della felicità, del Sommo Bene, di Dio.

E quando Dante arriva alla fine del processo, del cammino, la rigenerazione si è realizzata e si è compiuto l’assoluto trionfo del Bello e del Bene. Il processo di rigenerazione, il bisogno di metanoia non si limita all’esperienza personale, (dentro) del poeta, ma per suo tramite si fa doveroso cammino della società tutta, dell’umanità intera (oltre). Dante non è solo il Poeta per eccellenza, ma è Profeta, colui che ritiene di dover compiere una missione: riportare ogni uomo, la comunità nella sua totalità, al superamento del male e a portarsi sempre più in alto, fino ad essere assunti, abbracciati da Dio, da colui che move il sole e l’altre stelle”.

 

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