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Pressione fiscale in aumento, redditi tra i più bassi in Campania: irpini poveri e tartassati

Se per la pressione fiscale l’Irpinia è al secondo posto in Campania, per quanto riguarda i redditi la situazione è praticamente capovolta. La fotografia è stata scattata da uno studio della Cgia di Mestre, dal emerge che, nella nostra provincia, l’Irpef si attesta a quota 4.403 euro, a fronte di un reddito medio di 19.618 euro. Nel Sannio l’imposta sul reddito delle persone fisiche si ferma a quota 4.395, mentre per i redditi medi il dato è pari a 19.618. In provincia di Caserta si scende a 4.387 euro, mentre il reddito sale a 19.838. Nel Salernitano, invece, l’Irpef media è pari a 4.344 con un reddito 19.734 euro. L’Irpef più elevata si paga in provincia di Napoli dove si arriva a 4.915 euro. Il reddito è a quota 21.493.

Al netto delle detrazioni e degli oneri deducibili, nel 2023 -si legge nel report – i contribuenti italiani hanno dichiarato un’Irpef pari a 190 miliardi di euro. Questa imposta è la più importante in termini di gettito e vale circa un terzo delle entrate tributarie complessive. A livello territoriale il prelievo medio netto più elevato ha interessato i contribuenti della Città Metropolitana di Milano con 8.846 euro. Seguono le persone fisiche di Roma con 7.383, della provincia di Monza-Brianza con 6.908, di Bolzano con 6.863 e della Città Metropolitana di Bologna con 6.644. I meno tartassati d’Italia sono stati i contribuenti della Sud Sardegna che hanno pagato solo 3.619 euro. La media nazionale è stata pari a 5.663 euro.

La Città Metropolitana di Milano è la più ricca con 33.604 euro. Seguono i contribuenti di Bologna con 29.533, quelli di Monza-Brianza con 29.455, di Lecco con 28.879, di Bolzano con 28.780, di Parma con 28.746 e di Roma con 28.643. Tutte realtà territoriali che si contendono anche le primissime posizioni della classifica relativa al prelievo fiscale riconducibile all’Irpef. Sia per quanto riguarda il livello di reddito che di tassazione, lo scostamento tra Nord e Sud del Paese è molto rilevante. Tra le 107 province monitorate in questa analisi dalla CGIA, la prima area geografica del Mezzogiorno per livello di prelievo Irpef e anche per quel che concerne il reddito complessivo medio è la Città Metropolitana di Cagliari. La situazione più critica riguarda la Calabria, dove il 77,7 per cento dei contribuenti (pari a 919.009 persone fisiche) ha dichiarato meno della media nazionale.

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