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Quindici anni di Dieta Mediterranea Unesco, si celebra la civiltà del Sud

Ross Bianco

A quindici anni dal riconoscimento della Dieta Mediterranea come Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO, la Tenuta Ippocrate di Montefredane (AV) ha ospitato ieri la prima delle  due giornate, dense di contenuti e suggestioni, dedicate al tema “Tradizione, Scienza e Benessere tra Natura e Cultura”.

L’iniziativa, ideata e promossa dal dott. Rocco Fusco, direttore scientifico della Tenuta Ippocrate e dal dott. Pasquale Luca Nacca, presidente dell’Associazione Insieme per Avellino e per l’Irpinia,  rappresenta un momento di sintesi tra divulgazione scientifica, valorizzazione del territorio e riflessione culturale sul modello mediterraneo di vita.

La manifestazione intende celebrare non solo un anniversario simbolico, ma anche un patrimonio vivo, capace di rinnovarsi attraverso l’incontro tra saperi antichi e nuove conoscenze scientifiche.

La civiltà del Sud: un modello culturale vivo

Nel corso della giornata di sabato 8 novembre, tra esperienze sensoriali, momenti divulgativi e incontri letterari, si è distinto l’intervento del direttore Gianni Festa del Corriere dell’Irpinia, che ha offerto una profonda riflessione sulla civiltà del Sud come matrice identitaria e antropologica di straordinaria attualità.

Il Direttore Festa ha delineato il Mezzogiorno come un laboratorio di civiltà, fondato su valori di solidarietà, equilibrio e rispetto per la natura. Ha evidenziato come la Dieta Mediterranea, oltre a essere un modello alimentare, rappresenti un paradigma etico e sociale: un sistema di vita in cui il tempo del lavoro, della tavola e della comunità si intrecciano in un equilibrio armonioso tra uomo e ambiente.

La sua riflessione ha restituito dignità intellettuale a un Sud che, lungi dall’essere periferia, si configura come cuore pulsante di una cultura della sostenibilità e della lentezza, alternativa ai modelli di consumo e omologazione globali.

Franca Molinaro e la scienza delle erbe spontanee

Di grande rilievo  la presentazione del volume di Franca Molinaro, “Menesta asciatizza. A tavola con le piante spontanee dell’Appennino Meridionale”, che ha suscitato vivo interesse per il suo approccio interdisciplinare.

L’autrice ha illustrato, con competenza scientifica e sensibilità culturale, il valore nutrizionale e terapeutico delle erbe spontanee, riscattando un sapere tradizionale che unisce etnobotanica, medicina popolare e gastronomia rurale.

Nel suo intervento, Franca Molinaro ha ricordato come la conoscenza delle piante selvatiche non appartenga al passato, ma costituisca una risorsa per il futuro della salute e della sostenibilità alimentare.

Le erbe dell’Appennino, nella sua lettura, diventano simbolo di un equilibrio ecologico e culturale che invita a riconnettersi con i ritmi della natura e con una dieta fondata su biodiversità, stagionalità e consapevolezza.

La visione dei promotori: Fusco e Nacca

A dare senso e coerenza a questo ricco mosaico di esperienze sono stati gli interventi  del dott. Rocco Fusco  e del dott. Pasquale Luca Nacca,  artefici del progetto, che ha animato la due giorni alla Tenuta Ippocrate.

Nacca, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato come la Dieta Mediterranea rappresenti una forma di civiltà integrata, in cui la salute del corpo si intreccia con quella del territorio e della comunità. Ha ricordato che tutelare la Dieta Mediterranea significa preservare una visione del mondo basata sull’armonia, la condivisione e il rispetto per la terra.

Il dott. Fusco, dal canto suo, ha evidenziato l’importanza di un approccio scientifico alla tradizione, ponendo la Tenuta Ippocrate come spazio di ricerca e divulgazione in cui la medicina ippocratica si rinnova attraverso l’innovazione nutraceutica e la ricerca sul benessere naturale. Insieme, Nacca e Fusco hanno dato vita a un format che coniuga rigore scientifico, educazione alimentare e valorizzazione dei saperi locali.

Arte, cultura e armonia: il dono del concerto

A concludere la giornata, il concerto “In… Canto d’Amore” della soprano Anna Giannetti, accompagnata al pianoforte da Natalya Apoleskaia, ha donato un momento di straordinaria bellezza e intensa emozione.

La voce di Giannetti, limpida e potente, ha trasformato la sala della Tenuta in uno spazio sospeso tra arte e spiritualità, ricordando come la bellezza della musica, nella sua forma più pura, sia parte integrante del benessere umano e della cultura mediterranea.

Tra scienza e tradizione: un equilibrio vitale

La manifestazione si è configurata come un vero laboratorio interdisciplinare, capace di far dialogare esperti, studiosi, produttori e artisti, con altri momenti significative:  dall’esperienza nell’orto durante la mattinata, guidata da Marco Sarandrea al concerto “In… Canto d’Amore”, fino al pranzo e  alla cena tematici, curati dall’ executive chef della Tenuta Ippocrate Aldo Basile, ogni momento ha rappresentato un tassello di un mosaico che unisce scienza e cultura, gusto e conoscenza, benessere e identità.

La prima giornata ha affermato, quindi, che la Dieta Mediterranea non è soltanto una pratica alimentare salutistica, ma una forma di civiltà: un modo di abitare il mondo, di riconoscere nella natura una maestra e nell’uomo un custode consapevole.

Come hanno ricordato gli interventi di Gianni Festa e Franca Molinaro, il futuro del Sud passa proprio da questa sintesi: il recupero della memoria come risorsa e l’incontro tra tradizione e innovazione come chiave per la sostenibilità culturale e ambientale.

Le due giornate alla Tenuta Ippocrate vogliono essere molto più di un evento celebrativo, ma un vero e proprio laboratorio di civiltà, in cui scienza, arte e tradizione dialogano in modo autentico.

L’incontro tra gli interventi di Gianni Festa, Franca Molinaro, Pasquale Luca Nacca e Rocco Fusco, a cui sono affiancati numerosi interventi e domande da parte del pubblico, tra i quali quelli del dott. Bruno Corrado, del prof. Annibale Cogliano, dell’ ing. Rocco Di Pietro, della professoressa Agostina Spagnuolo e dello scrittore Giuseppe Tecce, ha dimostrato che la Dieta Mediterranea è, prima di tutto, un progetto culturale per il futuro: un modello di sostenibilità integrata che unisce salute, conoscenza e appartenenza.

La Tenuta Ippocrate, con questa iniziativa, si conferma luogo di eccellenza per la ricerca e la promozione di una cultura del benessere fondata sull’armonia tra uomo e natura. Un messaggio, questo, che risuona oggi più che mai attuale: la vera ricchezza del Mediterraneo non è solo nei suoi sapori, ma nella sua civiltà della misura, della bellezza e della memoria condivisa.

 

 

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