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Ricerca e sviluppo, cresce la spesa nel Mezzogiorno ma il divario con il Nord resta ampio

La spesa per ricerca e sviluppo (R&S) in Italia è in aumento in tutto il Paese, ma il divario tra Nord e Sud rimane evidente. È quanto emerge dal Rapporto Ista sulla ricerca e sviluppo negli anni 2023-2025, che fotografa un’Italia a due velocità.

Oltre la metà della spesa nazionale in R&S – il 59,8%, pari a circa 17,6 miliardi di euro – si concentra in quattro regioni: Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte. La Lombardia da sola rappresenta circa il 20% del totale, mentre le altre tre superano ciascuna il 10%. Seguono il Veneto (8,0%), la Toscana (6,5%), la Campania (5,4%) e la Sicilia (3,6%), tutte sopra la soglia del miliardo di euro.

Rispetto al 2022, la spesa in R&S è cresciuta ovunque, con punte particolarmente significative nel Nord-est (+10,5%) e nelle Isole (+13,7%). La Sicilia spicca con un incremento del 17,1%, mentre nel Nord-ovest la crescita si attesta al +7,9%, sopra la media nazionale. Nel Centro-Sud, invece, l’aumento è più contenuto.

Le performance migliori si registrano in Molise (+25,9%), Calabria (+18,5%) e Friuli-Venezia Giulia (+18,4%), seguite da risultati positivi in Sicilia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta, tutte con incrementi superiori al 10%.

Il rapporto Istat sottolinea anche le profonde differenze nella composizione della spesa. Nel Nord e in parte del Centro (in particolare Toscana e Marche) prevale il contributo delle imprese, che in Piemonte ed Emilia-Romagna superano i tre quarti del totale. Al contrario, nel Mezzogiorno e nel Lazio il peso maggiore ricade sul settore pubblico e sulle università, con punte che arrivano all’80% in Sardegna e Calabria.

In rapporto al Pil, le migliori performance si registrano in Piemonte ed Emilia-Romagna, entrambe oltre il 2%. Altre regioni del Centro-Nord si collocano sopra la media nazionale, mentre paradossalmente Lombardia e Veneto, pur leader in termini assoluti, mostrano un’intensità inferiore alla media.

Il Mezzogiorno resta interamente al di sotto del livello nazionale, con una R&S delle imprese che non riesce a prevalere sulle altre componenti della spesa.

Un’Italia a due velocità

Il quadro tracciato dall’Istat mostra dunque un Paese in cui la ricerca cresce, ma lo fa in maniera disomogenea. Le regioni del Nord, trainate dall’investimento privato, consolidano la loro posizione, mentre al Sud, nonostante segnali incoraggianti come quelli di Sicilia e Calabria, il contributo delle imprese resta troppo debole per colmare il divario.

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