A quarant’anni dalla scomparsa di Carlo Betocchi, il convegno «Ricordati di questo me, che vorrebbe essere…» – Giornate di studi in onore di Carlo Betocchi propone, il 25 e 26 maggio, due giornate di approfondimento dedicate alla sua opera e alla sua figura umana e letteraria. L’iniziativa riunisce studiosi, critici letterari, poeti e docenti universitari con l’obiettivo di rileggere l’autore attraverso prospettive che spaziano dalla poesia alla critica, dall’epistolario al rapporto con i mezzi di comunicazione culturale.
Poeta e scrittore italiano, Betocchi è considerato una delle voci più significative della poesia del Novecento. La sua produzione si distingue per una forte tensione morale e per una poetica che coniuga realismo, spiritualità e attenzione alla dimensione umana dell’esistenza. Collaboratore della rivista Il Frontespizio, ha firmato opere fondamentali come Realtà vince il sogno e L’estate di San Martino. Accostato talvolta a Giovanni Pascoli e Umberto Saba, ha tuttavia sviluppato un percorso poetico originale e autonomo, lontano da schemi e appartenenze rigidamente codificate.
La giornata inaugurale si apre con i saluti istituzionali di Carlo Santoli, direttore della rivista Sinestesie, insieme ad Annalisa Giulietti, Carmine Pinto, Rosa Giulio, Stefano Grazzini e Maria Voghera.
Tra gli interventi introduttivi, Michele Rossi propone una riflessione sul valore della memoria culturale, mentre Marco Marchi affronta il tema Affermazione dell’amore. Betocchi uomo e poeta. A seguire, Gianfranco Lauretano presenta una lettura dedicata a L’improgettato realismo di Carlo Betocchi, mentre Giorgio Tabanelli introduce il documentario inedito Ritratto di Carlo Betocchi, dedicato al rapporto tra letteratura e vita.
Il tema centrale della prima giornata è “Betocchi poeta tra realtà, umanità e sacro”. Intervengono Carlo Santoli con una relazione sulla dimensione umana e cristiana della poesia betocchiana, il poeta e drammaturgo Sauro Albisani con Il panismo della carità, Marco Menicacci con Carlo Betocchi, agrimensore del cielo e Salvatore Ritrovato con una riflessione sullo “stile tardo” dell’autore.
Nel pomeriggio Alberto Granese affronta il tema dell’esoterismo visivo in Betocchi; Mattia Bonini approfondisce la raccolta Notizie di prosa e poesia; Alberto Fraccacreta analizza Le Poesie del sabato; infine Paola Baioni propone una lettura del rapporto tra Betocchi e Mario Luzi.
La seconda giornata si concentra sull’attività epistolare dell’autore attraverso la sessione «Con queste lettere-fiume»: Betocchi epistolografo. Tra i relatori figurano Gloria Manghetti, che presenta materiali e documenti della Fondazione Primo Conti, Alessia Balducci con uno studio sul rapporto con Alessandro Parronchi e Annalisa Giulietti con un intervento sul carteggio inedito tra Betocchi e Paolo Volponi.
Spazio quindi agli interventi di Antonio Lucio Giannone, dedicato ai rapporti con Girolamo Comi, di Silvia Zoppi Garampi sul carteggio con Leone Piccioni e di Ruggero Albisani sulle lettere a Giovanna Vizzari.
Nel pomeriggio trovano spazio gli studi dedicati a Betocchi prosatore e critico con relazioni di Maria Chiara Tarsi, Francesco Venturi, Barbara Cavallini e Irene Gambacorti. Chiudono il programma Enrico Fantini e Michela Baldini con interventi dedicati alle riviste e ai nuovi media.
Le conclusioni affidate a Franco Contorbia chiudono un appuntamento che va oltre il semplice ricordo commemorativo: un’occasione per restituire centralità a una voce poetica che continua ancora oggi a interrogare il presente attraverso il dialogo tra esperienza umana, ricerca spirituale e letteratura.


