Primo stop in commissione Affari Costituzionali al Senato per la modifica della soglia del premio di governabilità. È stato infatti accantonato l’emendamento di Fratelli d’Italia che mirava ad abbassare dal 42% al 41% la percentuale di voti necessaria per ottenerlo, sia alla Camera che al Senato. La proposta, presentata come prima firmataria dalla senatrice Paola Ambrogio, resta comunque in standby e potrebbe essere ripescata nel prosieguo dell’esame parlamentare.
Diverso il destino riservato ad altri nodi cruciali del provvedimento. Il governo ha infatti espresso parere favorevole sull’emendamento unitario sottoscritto dalla maggioranza in materia di preferenze.
Parallelamente, l’esecutivo ha aperto alla cancellazione della stretta legata alla cosiddetta norma “anti-cespugli”: il testo prevede di mantenere all’1% — la stessa soglia attualmente prevista dal Rosatellum — il limite al di sotto del quale i voti ottenuti da una singola lista non vengono conteggiati ai fini della coalizione. È stato invece accantonato il correttivo proposto sempre da FdI, che puntava a raddoppiare tale sbarramento portandolo al 2%.
L’esame in commissione si è chiuso con un ulteriore accantonamento: resta congelata anche la proposta emendativa orientata a ridurre i tempi entro i quali un sindaco, nel momento in cui decide di candidarsi alle elezioni politiche, è tenuto a lasciare il proprio incarico amministrativo.



