MILANO – Un duro affondo contro la nuova riforma della legge elettorale arriva dall’ex magistrato Gherardo Colombo, intervenuto a margine dell’incontro “Dalla parte della Costituzione”, promosso alla Camera del lavoro di Milano da Fondazione Demo, Costituzione e democrazia e Articolo 21.
Secondo l’ex pm di Mani Pulite, l’eventuale via libera al provvedimento segnerebbe una svolta pericolosa per la tenuta democratica del Paese: “Questa legge elettorale, se verrà approvata, impedirà ai cittadini di trovarsi di fronte a un sistema complessivo che garantisca effettivamente i loro diritti. Se passa, tutto, ma proprio tutto, dipenderà dal Presidente del Consiglio dei Ministri, con un totale svilimento della funzione del Parlamento”.
L’iniziativa milanese ha visto la partecipazione di costituzionalisti, magistrati, giornalisti ed esponenti politici di PD, Italia Viva e +Europa, uniti nell’intento dichiarato dagli organizzatori di “ritrovare lo spirito del referendum” per opporsi al nuovo testo normativo.
Oltre all’impatto sull’equilibrio tra governo e camere, Colombo ha sottolineato le pesanti ricadute della riforma sulle istituzioni di garanzia e sulla magistratura: “La legge rappresenta una forte limitazione per la Corte Costituzionale e per la magistratura in generale, poiché influisce in modo indiretto, ma incisivo, sull’elezione di una quota dei giudici della Consulta e dei componenti togati e laici del Consiglio Superiore della Magistratura”.
L’ex magistrato ha infine lanciato un monito sulla legittimità dell’intervento: “Attraverso la leva della legge elettorale si rischia di modificare la Costituzione nella sostanza, pur senza toccarne la forma. È per questo che esistono dubbi rilevanti sulla sua costituzionalità. L’auspicio è che, nel caso in cui entrasse in vigore, vengano promossi immediatamente dei ricorsi”.

